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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:45

Sindacati uniti sfilano per Bari «Il Governo toglie al Sud»

BARI – Diecimila persone – secondo i sindacati – hanno sfilato per le vie del centro di Bari con palloncini colorati, striscioni e bandiere. Sono i lavoratori e i rappresentanti sindacali delle sei province pugliesi che hanno partecipato alla mobilitazione generale promossa da Cgil, Cisl e Uil 'Per il lavoro, lo sviluppo, la qualità della vita in Puglia'
Sindacati uniti sfilano per Bari «Il Governo toglie al Sud»
BARI – Diecimila persone – secondo i sindacati – hanno sfilato per le vie del centro di Bari con palloncini colorati, striscioni e bandiere. Sono i lavoratori e i rappresentanti sindacali delle sei province pugliesi che hanno partecipato alla mobilitazione generale promossa da Cgil, Cisl e Uil 'Per il lavoro, lo sviluppo, la qualità della vita in Puglia'.
Il corteo ha concluso il suo percorso in piazza Prefettura dove i segretari regionali delle tre sigle sindacali hanno richiamato l’attenzione sulla "crisi economica e le scelte del Governo" che "continuano ad aggravare la situazione dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie".

Dal palco Gianni Forte, segretario generale Cgil Puglia, ha ricordato che "il Governo toglie al sud 3,5 miliardi dal fondo di coesione per finanziare le assunzioni del Jobs Act che avverranno magari al nord. Si toglie ai deboli per dare a chi sta meglio. Il Governo non può ignorare il grido di allarme del sud che è scomparso dall’agenda politica del Paese".

Per Aldo Pugliese, segretario generale Uil Puglia, "mai come ora sussistono le condizioni per una svolta, per uscire dalla crisi e riprendere un percorso di crescita e sviluppo, sia economico che occupazionale. Ma affinchè ciò accada il Mezzogiorno deve tornare protagonista nell’agenda del Governo, mentre allo stato attuale la riforma del lavoro non è in grado di creare occupazione al Sud".

Il lavoro al centro anche delle parole di Giuseppe Farina, segretario confederale Cisl, il quale ha sollecitato "investimenti e crescita" e "attorno a questa centralità – ha detto – il Governo costruisca un percorso comune, con le forze sociali e con il Parlamento, trovando le risorse da investire insieme ad una politica industriale per la crescita del Paese". Non secondari, per i sindacati, i temi della scuola, della legalità e imparzialità nell’assegnazione degli appalti, e della salute.

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