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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:51

Processo Fiorita Pg: «Prescritti i reati contestati a Fitto» Chiesta conferma confische beni

BARI – Il sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Bari, Donato Ceglie, ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti dell’ex ministro Raffaele Fitto per prescrizione di reati contestati nel processo di secondo grado "Fiorita". In primo grado, nel febbraio 2013, il Tribunale aveva condannato Fitto a 4 anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e un episodio di abuso d’ufficio e lo aveva assolto dalle accuse di peculato e da un altro abuso d’ufficio
Processo Fiorita Pg: «Prescritti i reati contestati a Fitto» Chiesta conferma confische beni
BARI – Il sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Bari, Donato Ceglie, ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti dell’ex ministro Raffaele Fitto per prescrizione di reati contestati nel processo di secondo grado "Fiorit". In primo grado, nel febbraio 2013, il Tribunale aveva condannato Fitto a 4 anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e un episodio di abuso d’ufficio e lo aveva assolto dalle accuse di peculato e da un altro abuso d’ufficio.

I fatti contestati si riferiscono agli anni 1999-2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia. Oltre a chiedere il non luogo a procedere per i reati per i quali Fitto era stato condannato in primo grado, la procura generale ha riqualificato il peculato (dal quale l’ex ministro era stato assolto) in abuso d’ufficio in riferimento ad una presunta "illecita gestione del fondo del presidente", chiedendo anche in questo caso la dichiarazione di prescrizione. Ha infine chiesto la conferma dell’assoluzione nel merito per l'altro episodio di abuso d’ufficio. Al centro del processo ci sono un appalto da 198 milioni di euro per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite vinto dalla società dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci (chiesto anche per lui il non luogo a procedere per prescrizione da tutti i reati, rispetto ai 3 anni e 6 mesi del primo grado) e una presunta tangente da 500mila euro data da Angelucci sotto forma di illecito finanziamento al partito di Fitto 'La Puglia Prima di Tutto'.

CHIESTE 18 CONDANNE - La Procura generale di Bari ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado nei confronti di dieci dei 23 imputati nel processo di secondo grado 'La Fiorità, e ha chiesto la condanna a due anni di reclusione per altri otto imputati accusati di falso che in primo grado erano stati prosciolti per prescrizione.
In particolare il sostituto pg Donato Ceglie ha chiesto la conferma delle condanne per quattro imputati accusati di associazione per delinquere, gli imprenditori salentini Dario e Piero Maniglia (condannati in primo grado rispettivamente a quattro anni e sei mesi e quattro anni di reclusione) e per altri sei imputati accusati a vario titolo di riciclaggio e truffa. Tra questi l’imprenditore tarantino Luigi Solidoro (condannato in primo grado ad un anno di reclusione per truffa), il cui nome è contenuto anche negli atti dell’inchiesta 'Grandi Operè della Procura di Firenze per aver fatturato gli orologi regalati da Francesco Cavallo al ministro Maurizio Lupi.

I PROSCIOGLIMENTI - Oltre che per l’ex ministro Fitto e per l’imprenditore romano Gianpaolo Angelucci, l’accusa ha chiesto poi il proscioglimento per prescrizione anche nei confronti dell’ex direttore generale della Asl di Taranto Giuseppe Brizio (condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione). Per lui, infatti, la Procura Generale ha escluso il ruolo di promotore dell’ associazione per delinquere, riqualificandolo in semplice partecipe.

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