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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:19

Omicidio Meredith si torna in Cassazione Sollecito sarà in aula

PERUGIA – Il processo per l’omicidio di Meredith Kercher torna all’esame della Cassazione. Mercoledì 25 marzo, quando i giudici dovranno decidere se annullare, come chiesto dai loro difensori, le condanne inflitte ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. E il giovane ingegnere originario della Puglia, che il giorno dopo compirà gli anni, sarà in aula, mentre la sua ex fidanzata attenderà la sentenza negli Usa dove è tornata. "Raffaele ci sarà insieme a me e alla sua famiglia"
Omicidio Meredith si torna in Cassazione Sollecito sarà in aula
PERUGIA – Il processo per l’omicidio di Meredith Kercher torna all’esame della Cassazione. Mercoledì 25 marzo, quando i giudici dovranno decidere se annullare, come chiesto dai loro difensori, le condanne inflitte ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. E il giovane ingegnere originario della Puglia, che il giorno dopo compirà gli anni, sarà in aula, mentre la sua ex fidanzata attenderà la sentenza negli Usa dove è tornata.

"Raffaele ci sarà insieme a me e alla sua famiglia" ha spiegato oggi il padre, Francesco Sollecito. "La speranza – ha aggiunto – è di riuscire a far valere le nostre ragioni".

Sollecito e la Knox si proclamano estranei all’omicidio della studentessa inglese, compiuto a Perugia la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. Arrestati quattro giorni dopo il delitto, nel capoluogo umbro i due vennero condannati in primo grado e poi assolti in appello, quando ne venne disposta la scarcerazione. Quest’ultima sentenza fu annullata però dalla prima sezione della Cassazione, che esaminò il procedimento sempre il 25 marzo ma del 2013. Il dispositivo fu letto il giorno successivo e con esso i giudici disposero un nuovo processo, questa volta a Firenze per questioni procedurali. Al termine del dibattimento Sollecito e la Knox sono stati quindi nuovamente condannati, rispettivamente a 25 e 28 anni e mezzo di reclusione.
L'appuntamento in Cassazione del 25 marzo è quindi determinante per il futuro dei due giovani. Se infatti la quinta sezione dovesse confermare la sentenza, Sollecito (per il quale i giudici fiorentini hanno disposto il divieto d’espatrio) sarebbe subito arrestato, mentre per la Knox verrebbero avviate le complesse procedure per l’estradizione.

L'ingegnere informatico pugliese sta trascorrendo in famiglia i giorni che lo separano da mercoledì prossimo. Impegnato in diversi colloqui di lavoro. "Sta cercando – ha detto ancora il padre – di pensare il meno possibile a quella data. Anche se ovviamente i timori ci sono in tutti noi". I suoi difensori, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli della strategia difensiva, fondata su 637 pagine tra il ricorso e i motivi aggiunti. "Ci auguriamo che i giudici leggano attentamente tutti gli atti" si è limitato a dire oggi l’avvocato Maori.

In costante contatto telefonico con i suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, si tiene intanto la Knox, che ai legali continua a chiedere dettagli tecnici sull'appuntamento del 25 marzo. "Preoccupata e tesa" la descrive chi l’ha sentita. Anche per lei, dall’altra parte dell’oceano, mercoledì sarà infatti un giorno decisivo.

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