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Martedì 21 Novembre 2017 | 05:39

Bari, Corte d'appello conferma assoluzione sindaco Decaro

BARI - La Corte di Appello di Bari ha confermato l’assoluzione del sindaco della città pugliese, Antonio Decaro (Pd), dal reato di concorso in tentativo di abuso d’ufficio, relativo ad una presunta raccomandazione di un suo parente in un concorso all’Arpa Puglia
ARCHIVIO - Gup, no prova che Decaro (Pd) raccomandò
Bari, Corte d'appello conferma assoluzione sindaco Decaro
BARI - La Corte di Appello di Bari ha confermato l’assoluzione del sindaco della città pugliese, Antonio Decaro (Pd), dal reato di concorso in tentativo di abuso d’ufficio, relativo ad una presunta raccomandazione di un suo parente in un concorso all’Arpa Puglia.

"Mi aspettavo che sarebbe andata così, – ha commentato Decaro dopo la lettura della sentenza – ero già stato assolto in primo grado. So che nessuno mi potrà ripagare da quello che io e la mia famiglia abbiamo vissuto in questi quattro anni". "Per me oggi – ha concluso – si chiude una ferita, ho sempre avuto fiducia nella magistratura e magari questa esperienza dolorosa mi ha fatto anche crescere come persona, credo di essere oggi una persona migliore rispetto a quattro anni fa".

A chiedere la conferma della sentenza di primo grado era stata la stessa procura generale presso la Corte d’appello di Bari. Il 30 dicembre 2013, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, Decaro era stato assolto dal reato di concorso in tentativo di abuso d’ufficio "per non aver commesso il fatto".  Il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, che aveva chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione, aveva poi impugnato la decisione del gup. 

Il processo riguarda uno degli stralci dell’indagine su presunti illeciti compiuti nella gestione della sanità pubblica. La vicenda contestata al sindaco, risalente al 2008, è relativa al presunto tentativo di raccomandare un parente per un concorso all’Arpa e coinvolge anche l’ex direttore amministrativo dell’ente, Marco De Nicolò (che avrebbe fornito le tracce della prova e che, in un processo stralcio, è stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione) e l’allora assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco, ex senatore del Pd, che avrebbe consegnato quelle tracce al cugino di Decaro. Per questi fatti Tedesco è a processo assieme al papà del sindaco Decaro, Giovanni, accusato di concorso in tentativo di abuso d’ufficio. 

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