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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:30

Bari, quello strano bando sui manager a tempo alla Camera di commercio

di LIA MINTRONE
BARI - A finire sotto la lente di ingrandimento di alcune imprese, il bando per la concessione di un voucher (10mila euro) per l’acquisto di servizi di  «Temporary Management». Chi e come ha scelto i fortunati? Il mistero della short list
Bari, quello strano bando sui manager a tempo alla Camera di commercio
LIA MINTRONE
BARI - Caro, vecchio curriculum, non servi più. Oggi per scegliere tra competenze ed esperienze di più candidati, vale il sistema random, il tocco o, in extremis, la morra cinese. Accadrebbe alla Camera di Commercio. A finire sotto la lente di ingrandimento di alcune imprese, il bando per la concessione di un voucher per l’acquisto di servizi di  «Temporary Management».

Superiamo gli inglesismi e spieghiamo: nel mese di ottobre 2014 la Cdc apre un bando per manager nei settori finanza, export, marketing e innovazione a beneficio delle micro, piccole e medie imprese. Il contributo per le aziende è di 10mila euro procapite. Il bando, secondo alcuni, non viene pubblicizzato come dovuto. Ma arrivano comunque dei curricula. Il 19 dicembre, il segretario generale dell’Ente, Angela Partipilo, firma una determina con la quale annuncia la costituzione di una short list di manager a disposizione temporanea delle aziende. Tanti i nomi, 31 per il settore finanza, 26 per l’export,  37 per il marketing, 33 per l’innovazione. Ma ci sono anche società di consulenza: 3 per la finanza, 5 per l’export, 6 per il marketing e 4 per l’innovazione.

Alcuni nomi appaiono sia singolarmente che come rappresentanti di alcune società, altri ancora in più settori. Lo scorso 2 marzo la Camera di Commercio annuncia l’apertura del bando per le imprese che vogliono avvalersi, pro tempore, della consulenza di questi super manager. Le domande  possono partire dalle ore 12 del 9 marzo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Lo stesso giorno il bando viene chiuso per esaurimento dei fondi. 

Ma dov’è la stranezza?  Sta nel fatto che le imprese non hanno potuto visionare i curricula dei candidati della short list sulla quale appaiono solo nomi, cognomi, data di nascita, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo email. Chi ha scelto, in base a cosa ha scelto? Che parametro è stato usato? «Ho scritto alla responsabile del bando chiedendo se fosse possibile avere i curricula dei manager - ci riferisce Mariella Pappalepore, rappresentante legale della Planetek Italia - Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Secondo quale criterio io avrei potuto scegliere uno piuttosto che un altro se non sapevo cosa avessero fatto costoro, per chi avessero lavorato precedentemente e che esperienza? Ovviamente, sono stata messa nelle condizioni di non poter segnalare nella domanda del bando la mia preferenza e pertanto non ho più inoltrato la richiesta».

La Pappalepore spiega  che la stessa iniziativa, realizzata in altre regioni, ha sempre previsto la consultazione dei curricula on line. Perché a Bari no? Informalmente, qualcuno del palazzo di Corso Cavour, ha fatto sapere che nel bando non era stata richiesta l’autorizzazione ai manager di poter rendere pubblici i loro curricula. Ma visto che si tratta di un bando pubblico, peraltro per la scelta di spiccate e documentate professionalità, non si dovrebbe avere pubblicamente il diritto di visionare l’unico strumento che attesta le suddette professionalità maturate, cioè il curriculum? 

errore o malafede?  «È evidente che c’è stato un errore - commenta la Pappalepore -  Perché i curricula avrebbero dovuto pubblicarli on line. Come hanno fatto le imprese a scegliere un candidato piuttosto che un altro? Hanno scelto a caso o li conoscevano già? Io devo scegliere una persona e non so neanche cosa sa fare? Scarsa organizzazione, superficialità o malafede? Ormai il bando è chiuso, noi non abbiamo partecipato». Alla Pappalepore si aggiunge anche Vito Manzari, presidente del Consorzio Costellazione Apulia.

« La perplessità nasce dall’incongruenza che c’è tra lo spirito del bando e la sua messa in pratica, mettendo un attimo da parte le dinamiche ombrose con cui la short list è stata fatt - spiega Manzari.  Il problema è che molti di noi imprenditori neanche sapevamo dell’esistenza di questo bando, neanche a Confindustria ne erano a conoscenza, e non sapevamo nulla neanche di questa short list di manager, difficile da reperire anche sul sito della Cdc. Come è possibile aprire un bando il 2 marzo e dare una settimana di tempo per scegliere un manager di cui si ignora il curriculum? Come può un’azienda stabilire un impegno di spesa se viene negata la negoziazione con l’esperto? Posso sapere che servizio mi dai e a che prezzo?».

Per Manzari chi ha costituito prima la short list e poi redatto il bando non ha tenuto presenti le esigenze delle imprese beneficiarie. «Così facendo si creano solo strumenti che generano o imbrogli o, almeno, malintesi - sbotta -  Se l’idea di partenza è già predisposta ai trucchetti , c’è un vizio di nascita che non agevola nessuno. Dov’è la trasparenza obbligatoria quando si tratta di un ente pubblico e di risorse pubbliche? Come si fa a pubblicare una short list del genere, introvabile e che segue quasi una logica mistica da gruppo segreto? Io rappresento un consorzio di imprese e tutti i soci hanno avuto grandi perplessità». Ma alla fine, il Consorzio di Manzari ha partecipato al bando ed è riuscito ad indicare il nome di un manager. Ma come ha fatto a sceglierlo? « Perché lo conoscevo già, ma chi mi dice che magari in quella lista non ce n’era un altro migliore? Anche io ho inviato una email per avere spiegazioni, ma nessuno mi ha risposto».

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