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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:42

Bari, soldi pubblici per l'hotel Excelsior Farace dovrà risarcire

BARI - La Excelsior spa e Luigi Farace sono stati condannati dalla Corte dei Conti al risarcimento di un milione e 408mila euro a favore del Ministero dello Sviluppo Economico. Il riferimento è a finanziamenti pubblici percepiti indebitamente per la ristrutturazione dell’ex hotel Jolly di via Giulio Petroni. Il procedimento nasce da una verifica ispettiva svolta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza presso la società Excelsior spa di Bari.
Bari, soldi pubblici per l'hotel Excelsior Farace dovrà risarcire

BARI - La Excelsior spa e Luigi Farace sono stati condannati dalla Corte dei Conti al risarcimento di un milione e 408mila euro a favore del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il riferimento è a finanziamenti pubblici percepiti indebitamente per la ristrutturazione dell’ex hotel Jolly di via Giulio Petroni. Il procedimento nasce da una verifica ispettiva svolta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza presso la società Excelsior spa di Bari.

Dagli accertamenti, gli inquirenti ipotizzarono la indebita fruizione di un contributo pubblico - erogato alla società ai sensi della legge 488/1992 - in quanto ottenuto mediante una serie di operazioni «fittizie e truffaldine». L’informativa di reato risale al maggio del 2011, il rapporto fu inviato alla Procura regionale presso la Corte dei Conti nel dicembre di quello stesso anno.

La domanda di contributo, invece, era stata presentata dalla società il 28 febbraio 2002, finalizzata alla realizzazione di «un programma di investimenti riguardante l’ampliamento e la ristrutturazione della propria struttura alberghiera sita in via Giulio Petroni 15». Il programma prevedeva una spesa complessiva di oltre 7 milioni di euro. Già nel luglio 2002 veniva concesso, in via provvisoria, un contributo in conto impianti di circa un milione e mezzo. Il provvedimento di concessione stabiliva alcune prescrizioni, pena la revoca del contributo, tra le quali la scadenza dei lavori: l'iniziativa doveva essere ultimata entro 24 mesi dalla data del decreto mentre la documentazione finale di spesa doveva essere trasmessa alla banca concessionaria.

Ma secondo gli accertamenti dei finanzieri - coordinati nel fascicolo penale dal pm Isabella Ginefra - Farace tramite la società Excelsio avrebbe ottenuto «con artifici e raggiri» dal Ministero per lo Sviluppo Economico «contributi in conto capitale» previsti dalla legge 488 pur non avendo i requisiti richiesti per accedere al finanziamento.

Luigi Farace, in sostanza, nella sua qualità di amministratore unico e rappresentante legale della Excelsior, avrebbe ottenuto il finanziamento sostenendo di aver già anticipato circa 6 milioni e mezzo di euro e presentando una complessa documentazione che attestava le spese sostenute.

La Procura regionale ha quindi verificato il rispetto del piano di investimenti presentato dalla Excelsior, le condizioni per la fruizione del contributo, l'effettivo apporto di capitale proprio, il raggiungimento dei livelli occupazionali nei tempi e nella misura dichiarati e, infine, l'effettività e la congruità degli investimenti realizzati. I magistrati contabili hanno pertanto stabilito la falsa rappresentazione della sussistenza dei requisiti cui era condizionata la concessione del contributo.

Erano finte le operazioni bancarie , non era veritiera dichiarazione circa il raggiungimento del livello occupazionale previsto, alla banca concessionaria era stata fornita falsa documentazione di spesa perché oggetto di sovrafatturazione, riferimento a lavori mai eseguiti o del tutto estranei a quelli di ristrutturazione ed ampliamento dell’albergo ammessi a contributo. (red. cro.)

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