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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:38

Sud-Est, la «cricca» gestiva gli appalti e tutte le forniture

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Il sistema delle forniture all’interno delle ferrovie Sud-Est era stato interamente affidato alle società del faccendiere Carlo Beltramelli, uno dei cinque indagati nel fascicolo dei treni d’oro. Non solo l’acquisto delle carrozze di seconda mano e dei treni polacchi con l’intermediazione della «sua» Varsa: le indagini del nucleo di polizia tributaria della Finanza di Bari ritengono che siano riconducibili all’imprenditore bolognese e ai suoi familiari anche la società che si occupa della manutenzione dei treni, così come quella che gestisce il sistema informatico per gli acquisti
Sud-Est, la «cricca» gestiva gli appalti e tutte le forniture
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Il sistema delle forniture all’interno delle ferrovie Sud-Est era stato interamente affidato alle società del faccendiere Carlo Beltramelli, uno dei cinque indagati nel fascicolo dei treni d’oro. Non solo l’acquisto delle carrozze di seconda mano e dei treni polacchi con l’intermediazione della «sua» Varsa: le indagini del nucleo di polizia tributaria della Finanza di Bari ritengono che siano riconducibili all’imprenditore bolognese e ai suoi familiari anche la società che si occupa della manutenzione dei treni, così come quella che gestisce il sistema informatico per gli acquisti.

Solo per treni e carrozze, parliamo di un fiume di denaro (oltre 100 milioni di euro) uscito dalle casse pubbliche e passato per società di mezza Europa, scatole vuote che gli investigatori ritengono create apposta per gonfiare i costi e creare così corpose plusvalenze.Le risultanze del primo filone dell’indagine (nel frattempo sono stati sviluppati altri fronti) sono contenute nell’informativa delle Fiamme gialle che la Corte dei Conti ha utilizzato per disporre il sequestro conservativo di 11 milioni a danni di due dei 5 indagati, l’amministratore di Fse, Luigi Fiorillo, e l’ex direttore tecnico Nicola Alfonso (che insieme a Beltramelli risponde anche di corruzione): a le 25 carrozze tedesche di seconda mano ristrutturate in Croazia sono state pagate 22,5 milioni ma varrebbero solo la metà. L’indagine penale è però molto più ampia.

I finanzieri ritengono infatti che l’operazione di acquisto di quelle 25 carrozze sia servita non solo a truffare la Regione (che ha erogato contributi per 5,3 milioni), ma anche a imbellettare il bilancio 2006 di Fse con una plusvalenza fittizia: la rivendita a Varsa per 7 milioni dei rottami comprati in Germania a 923mila euro, poi riacquistati dopo il «revamping» a 22 milioni. È saltato fuori, circostanza finora non chiarita, che 6 delle carrozze consegnate dopo la ristrutturazione hanno numeri di matricola diversi da quelle comprate in Germania.

Altri dubbi sorgono sull’operazione di acquisto dei treni Atr prodotti dalla società polacca Pesa, un’operazione da 90 milioni su cui la solita Varsa si presenta come intermediario guadagnando quasi 12 milioni di provvigioni. Ma non solo. «Resta indubbiamente oscuro - scrive la Finanza - il motivo per il quale Fse abbia dovuto assumere a proprio carico, anche nel periodo della garanzia, l’onere della manutenzione ordinaria e delle riparazioni in emergenza». Perché? Forse perché la società che firma il contratto di manutenzione, che ha aperto uno stabilimento a Putignano, è di proprietà del cognato di Beltramelli.

Un’altra sua società, la Sil (stavolta intestata alla moglie) riceve 35mila euro al mese per gestire il portale informatico attraverso cui vengono aggiudicate le forniture. Durante una perquisizione, nel pc di Fiorillo i finanzieri trovano l’esposto di un imprenditore di Modugno che segnala alcune stranezze: «Conoscere il risultato con l'indicazione della ditta vincitrice e lo sconto praticato è impossibile. Si è invitati solo a discrezione della Sil e soltanto per le forniture che ritengono di dover comunicare. Facilmente potrete controllare che le ditte vincitrici dei bandi, sono sempre le stesse e che la Sil ha la sede nei locali di una ditta che molto spesso vince le gare». Un «dubbio grave», secondo gli investigatori, che nessuno ha mai approfondito.

In questo quadro, secondo la Finanza, Fiorillo (che negli scorsi giorni ha parlato di «infondatezza» delle accuse a suo carico) avrebbe perseguito «con disinvoltura gli obiettivi di potenziamento e ammodernamento del materiale rotabile disponibile», ma «favorendo, con il pretesto dell’urgenza, le aziende fornitrici proproste dai propri sodali che avevano messo a disposizione contratti e documentazione con prezzi di acquisto indebitamente gonfiati». Il riferimento è a Beltramelli, la figura centrale su cui si concentrano le nuove indagini portate avanti questa vicenda. L’inchiesta ha ormai chiarito che la misteriosa Varsa altro non è che di Beltramelli, che ne gestisce anche il conto corrente: «Ciao Carlo - gli scrive un funzionario di banca in una mail sequestrata dalle fiamme gialle - come sai ti sei mandato 200.000 euro da Varsa che sono in c/c». Ora bisognerà capire che fine hanno fatto tutti gli altri soldi: è per questo che la Finanza ha acquisito la documentazione contabile di Beltramelli e delle sue società.

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