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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 21:31

Summit durante festa compleanno boss Parisi a Bari

BARI – Un summit mafioso mascherato da festa di compleanno. E’ l'ipotesi della procura antimafia di Bari che ha dedicato parte dell’udienza del processo 'Dominò di oggi al racconto della serata organizzata per il compleanno del boss del rione Japigia di Bari, Savino Parisi, il 14 dicembre 2006. All’epoca 'Savinucciò era stato scarcerato da poco, dopo più di un decennio trascorso in carcere
Summit durante festa compleanno boss Parisi a Bari
BARI – Un summit mafioso mascherato da festa di compleanno. E’ l'ipotesi della procura antimafia di Bari che ha dedicato parte dell’udienza del processo 'Dominò di oggi al racconto della serata organizzata per il compleanno del boss del rione Japigia di bari, Savino Parisi, il 14 dicembre 2006. All’epoca 'Savinucciò era stato scarcerato da poco, dopo più di un decennio trascorso in carcere.

In un locale del quartiere, proprio la sera del suo compleanno, i Carabinieri del Ros fecero irruzione trovando sedute ai tavoli quasi cento persone, tutte ritenute vicine, tra parenti e amici, al boss di Japigia. A parlarne in aula è stato il capitano del Ros Piergiorgio Leonardi. Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto della Dda Pasquale Drago, l'ufficiale dei Carabinieri ha descritto quella serata, elencando i partecipanti, molti dei quali pregiudicati.

Attraverso il racconto del compleanno del boss, la Procura intende dimostrare l’esistenza di un’associazione per delinquere, di rapporti familiari e non solo tra i presunti affiliati al clan di Japigia, tutti riuniti per celebrare il loro capo. Nel controesame fatto dal difensore di 'Savinucciò, l'avvocato Rubio Di Ronzo, è emersa tuttavia la circostanza che si trattasse di una festa a sorpresa, con tanto di pacchi regalo mai scartati perchè la festa fu interrotta dall’arrivo dei Carabinieri.

L'udienza del processo 'Dominò in cui Savino Parisi è imputato insieme con altre 46 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, usura, turbativa d’asta e riciclaggio, è proseguita con l'interrogatorio del collaboratore di giustizia Michele Oreste. Il pentito ha parlato di attività commerciali "lavatrici dei Parisi", usate cioè per riciclare il denaro sporco dei traffici illeciti, e dei rapporti tra il clan di Japigia e gli altri gruppi criminali della città per il controllo dello spaccio di droga e delle estorsioni.

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