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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:12

Case popolari il trucco per averla

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Il fenomeno potrebbe essere un misto di disperazione cronica e italica furbizia, di certo la vicenda è paradossale. Più di una famiglia alle prese con le difficoltà del quotidiano e con le insidie crescenti della crisi avrebbe deciso di non pagare l’affitto di casa, in modo da essere dichiarata morosa, subire lo sfratto ed essere così inserita nella graduatoria degli aventi diritto ad un alloggio pubblico
Case popolari il trucco per averla
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - Il fenomeno potrebbe essere un misto di disperazione cronica e italica furbizia (quella magistralmente raccontata nei film di Totò e Sordi), di certo la vicenda è paradossale. Più di una famiglia alle prese con le difficoltà del quotidiano e con le insidie crescenti della crisi avrebbe deciso di non pagare l’affitto di casa, in modo da essere dichiarata morosa, subire lo sfratto ed essere così inserita nella graduatoria degli aventi diritto ad un alloggio pubblico. Non è fantascienza, il racconto arriva direttamente dal Sunia, il sindacato unitario inquilini costretto ad affrontare anche questo nuovo tipo di emergenza.

IL FENOMENO - «In questi giorni presso le nostre sedi si stanno rivolgendo famiglie che volontariamente non stanno pagando il fitto per costringere il proprietario ad avviare l’azione di sfratto per morosità, perché pensano che sia la strada più semplice per avere un alloggio pubblico. Non è così», spiega il segretario regionale del Sunia Nicola Zambetti. «La legge dice che le famiglie con sfratto per morosità incolpevole, documentata (quest’ultimo è un dato fondamentale) possono accedere al contributo statale se documentano di stipulare un nuovo contratto di locazione a canone agevolato».
Gli alloggi che si stanno costruendo in Puglia sono destinati prioritariamente alle famiglie sfrattate per finita locazione che hanno usufruito della proroga della legge 9/2007 o a famiglie collocate utilmente in graduatoria di edilizia pubblica. «I Comuni devono fare i bandi per queste categorie. E se vi sono case che possono essere assegnate al di fuori di queste categorie il Comune deve fare un avviso aperto e aggiornabile almeno ogni due mesi. Questa è trasparenza amministrativa e risponde in modo efficiente alla domanda », sottolinea il segretario del Sunia.

LA LEGGE - Sono 70 i Comuni pugliesi, dove gli sfrattati per finita locazione possono usufruire della sospensione del provvedimento per 120 giorni «al fine di consentire il passaggio da casa a casa». Così dice la legge pubblicato il 28 febbraio scorso. «La famiglia disagiata economicamente deve presentare istanza al Giudice delle esecuzioni, spendere dei soldi, e chi gli garantisce il passaggio da casa a casa in 4 mesi? Quale Comune è in grado di garantire ciò? Nessun Comune su tutto il territorio nazionale», commenta non senza ironia Zambetti. «Invitiamo le famiglie in difficoltà a passare dagli uffici del Sunia - aggiunge - per compilare la domanda da inviare al Comune per chiedere l’assegnazione di un alloggio o il passaggio da casa a casa privata con un nuovo contratto agevolato. Il Governo ha promesso poche risorse per affrontare questa emergenza, ma nonostante siano insufficienti, è passato un anno e attendiamo ancora la pubblicazione dei decreti di riparto tra le Regioni ».

LA SITUAZIONE - «Il disagio abitativo in Puglia è allarmante», dice ancora Zambetti, forte di dati oltremodo preoccupanti: oltre 50mila domande per ottenere il cosiddetto contributo alloggiativo a cui si aggiungono 25mila domande di richiesta di alloggio pubblico. «Si tratta di cifre che devono far riflettere, in particolare gli amministratori comunali che nulla hanno fatto per utilizzare le risorse messe a disposizione dalla Regione per costituire le Agenzie per la locazione per dare aiuto alle famiglie soggette a sfratto per morosità incolpevole», incalza Zambetti.
«In Puglia, solo alcune amministrazioni comunali hanno impegnato 800mila euro di risorse regionali, ma non hanno rendicontato la spesa. Pochi soldi sono stati spesi. Non abbiamo infatti notizie di Comuni che abbiano costituito le Agenzie per le locazioni o che abbiano convocato i sindacati per depositare i nuovi accordi sui canoni agevolati. La Regione ha messo a disposizioni dei Comuni risorse che potevano essere utilizzate diversamente», sostiene ancora il segretario Sunia, puntando evidentemente il dito contro le amministrazioni comunali, colpevoli di ritardi e inadempienze. Nel 2014, a Bari gli sfratti per morosità sono stati circa 1.350, di cui ben 178 hanno richiesto l’intervento con la forza. Sempre lo scorso anno, il numero degli sfratti in Puglia è sostanzialmente uguale al 2013: circa 3.300 sfratti sono stati convalidati dai giudici pugliesi, mentre oltre 2.500 sono stati emessi per morosità.

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