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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:35

Mobili e buste della spesa Aqp, le spese di Monteforte

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Oltre 2.500 euro al mese nonostante l'Aqp disponesse di una foresteria di tutto rispetto, nonchè i rimborsi spese: oltre ai 191mila euro di stipendio previsti 15mila euro l’anno di rimborsi forfetari. Eppure sono stati liquidati 9.578,28 euro per spese «non ricollegabili ad attività istituzionale» effettuate con la carta di credito aziendale (sono soprattutto mobili), e altri 19.932 euro per l’acquisto di alimenti a fronte della presentazione di scontrini
Mobili e buste della spesa Aqp, le spese di Monteforte
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Nella storica sede barese dell’Acquedotto Pugliese c’è una foresteria che poteva essere usata dal suo numero uno. Eppure Ivo Monteforte aveva affittato per sé un appartamento da 250 metri quadrati nel quartiere Madonnella, per il quale sono stati spesi 189mila euro per canoni di locazione, più 10mila euro di spese condominiali, 3.600 euro per le bollette ed altri 3.400 euro per la manutenzione. E senza contare le spese di rappresentanza sostenute dall’ingegnere genovese nei 5 anni trascorsi alla guida della più importante azienda pubblica del Mezzogiorno: viaggi, mobili, persino la spesa giornaliera. Soldi che la Regione lo ha chiamato a restituire.

Oltre ad approvare il piano straordinario per la depurazione che verrà ora trasmesso all’Autorità idrica, ieri l’assemblea dei soci di Aqp ha infatti deliberato l’avvio dell’azione di responsabilità nei confronti di Monteforte, licenziato in tronco nel novembre 2012 per aver assunto a tempo indeterminato il dg Massimiliano Bianco all’insaputa della Regione. Sul tavolo della riunione, cui ha partecipato l’assessore Gianni Giannini in rappresentanza del governatore Vendola, una relazione di 10 pagine che ha ricostruito le spese effettuate dall’ingegnere, relazione destinata probabilmente a confluire nel fascicolo che vede Monteforte indagato a Bari con le ipotesi di truffa e peculato per i rimborsi percepiti in Aqp.

Il caso più spinoso riguarda l’appartamento da 2.500 euro al mese. Secondo gli avvocati incaricati da Aqp di studiare il caso, non solo non esiste «alcuna determinazione che autorizzi la stipula in favore dell’au di un contratto di locazione (...), né tanto meno che tale appartamento dovesse essere scelto dall’au e locato da Aqp come poi, nei fatti, è accaduto». Anche perché Aqp possiede una sua foresteria in sede.

Altrettanto preoccupante il capitolo dei rimborsi spese. Nel contratto di Monteforte (che percepiva 191mila euro lordi l’anno, più circa altri 55mila come dirigente della controllata Pura Dep) erano infatti già previsti 15mila euro l’anno di rimborsi forfetari. Eppure gli sono stati liquidati 9.578,28 euro per spese «non ricollegabili ad attività istituzionale» effettuate con la carta di credito aziendale (sono soprattutto mobili), e altri 19.932 euro per l’acquisto di alimenti a fronte della presentazione di scontrini. «È indubbio - era scritto nella relazione di audit - che l’ing. Monteforte ha inteso il rimborso come riferito a tutte le spese sostenute, indipendentemente dal loro collegamento all’attività istituzionale e/o permanenza a Bari ed ha inteso per “documentata” una spesa anche con il semplice scontrino fiscale».

Ad esempio, il 12 ottobre 2012 il manager ha partecipato a un convegno a Milano: ha fatto pagare ad Aqp i 330 euro per arrivare in taxi a Genova. Il giorno successivo (domenica) ha preso l’aereo per andare ad Ancona, ed il lunedì si è spostato a Pesaro dove è tuttora direttore della multiservizi cittadina: tutto a spese di Aqp. «Non si evince il motivo - dice l’audit - per cui l’ing. Monteforte, piuttosto che trasferirsi direttamente da Milano a Pesaro (città di residenza), soggiorni a Genova laddove non risultano impegni istituzionali». Monteforte ha fatto pagare ad Aqp anche la permanenza in Puglia di «alcuni rappresentanti, alcuni con accompagnatore» di Federutility «anche per le giornate successive» al convegno cui erano invitati. E si è fatto rimborsare dall’Acquedotto persino «l’acquisto occasionale a Pesaro di giornali aventi tiratura locale».

A Monteforte verrà chiesto il rimborso di tutte queste spese, ma non del premio percepito per la rinegoziazione dei derivati con Merril Lynch (questione su cui indaga la Corte dei Conti) né dello stipendio extra come numero uno di Pura Dep: entrambi sono stati ritenuti legittimi. Non ci saranno invece provvedimenti nei confronti di Bianco, che fu stabilizzato (si è poi dimesso per evitare il procedimento disciplinare sui rimborsi di Monteforte) ma ha svolto regolarmente il lavoro per cui è stato pagato. L’azione di responsabilità contro Monteforte verrà proposta davanti al Tribunale delle imprese di Bari.

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