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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:50

La terra sprofonda come fosse l'Inferno

di ONOFRIO BRUNO
ALTAMURA - La terra è collassata di nuovo. In via Vecchia Cassano, proprio all’ultimo lembo di periferia abitata, si sono aperte due ampie voragini. La più grande ha un diametro di oltre 20 metri e una profondità di sei o sette. È stata delimitata per una prima messa in sicurezza mentre la bonifica richiederà sicuramente più tempo e molti soldi
La terra sprofonda come fosse l'Inferno
di ONOFRIO BRUNO

ALTAMURA - La terra è collassata di nuovo. In via Vecchia Cassano, proprio all’ultimo lembo di periferia abitata, si sono aperte due ampie voragini. La più grande ha un diametro di oltre 20 metri e una profondità di sei o sette. È stata delimitata per una prima messa in sicurezza mentre la bonifica richiederà sicuramente più tempo e molti soldi.

L'area Nord di Altamura, avendo come assi di riferimento via Mura Megalitiche, via Bari e via Vecchia Cassano, non è nuova ai fenomeni degli sprofondamenti e dei crolli. Infatti è inserita nel piano di rischio idrogeologico dell’Autorità di Bacino (è competente quella della Basilicata). Quest’area a valle è in parecchia pendenza rispetto all’abitato e regolarmente vi confluisce l’acqua delle piogge, a volte a fiumi. Nei giorni scorsi ci sono stati acquazzoni, con notevoli accumuli di precipitazioni. E tutta l’acqua caduta dal cielo e scesa violentemente a valle potrebbe avere intriso i terreni, sino a provocare il fenomeno.

L'area interessata è costituita da fondi agricoli. Non vi insistono abitazioni anche se distano soltanto qualche centinaio di metri le zone residenziali, costruite o in fase di edificazione. Le voragini si sono aperte da qualche giorno. La Polizia municipale è intervenuta per porre delle segnalazioni di sicurezza. È una fetta enorme di terreno, quella che è venuta meno, aprendo un baratro.
In zona è conosciuta la presenza di una rete di cave artificiali dalle quali un tempo si estrava il tufo. Un’indicazione geografica di riferimento è data dalle cosiddette grotte di San Tommaso. Il reticolo sotterraneo, con il passare dei decenni, è stato sovrastato dal paesaggio urbano e se ne sono perse in parte le tracce. Gli speleologi del Cars, il Centro altamurano ricerche speleologiche, hanno rilevato finora l’esistenza di una rete caveale di circa 13 chilometri.

Nel caso specifico è sprofondato un suolo agricolo, quindi senza pericoli per le persone in quanto non ha interessato né la strada né le abitazioni. Diverso è il caso in cui porzioni della rete caveale coincidono con la realizzazione di palazzi in superficie. Da circa dieci il problema è diventato frequente. L’acqua inesorabilmente fa il suo corso e trova altri sfoghi dopo l’uso del territorio su cui sono stati realizzati numerosi interventi edilizi.
Così, periodicamente, lancia segnali. I primi nel 2006 e nel 2007. Un giardiniere venne risucchiato in un cedimento del suolo sempre nella zona di via Vecchia Cassano, senza riportare gravi conseguenze. E in via Barcellona (Parco San Giuliano), a ridosso di via Bari, si dovettero sgomberare alcune abitazioni perché una voragine si era aperta proprio tra la strada e una porzione di villetta.

Circa un anno fa, un altro episodio si è verificato in via Mura Megalitiche, in un altro fondo, «scoperchiando» una vecchia cava in tufo. Oltre al monitoraggio e alla mappatura del rischio, per ovviare a questi problemi occorre ripristinare i luoghi. La bonifica, secondo gli esperti, consiste essenzialmente nel riempire i vuoti.

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