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Sabato 25 Novembre 2017 | 08:24

Telecardiologia Puglia blitz della Finanza sul «contratto d'oro»

BARI – Militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza hanno acquisito ieri negli uffici dell’assessorato alla Sanità della Regione Puglia documentazione riguardante l’appalto del servizio di telecardiologia svolto da 10 anni dalla Cardio On Line Europe con un contratto da 1,8 milioni di euro all’anno. L'acquisizione di carte è stata disposta dal pm di Bari Lino Giorgio Bruno, titolare di un’inchiesta aperta nell’estate dello scorso anno su esposto dell’ex assessore alla Sanità Elena Gentile
Telecardiologia Puglia blitz della Finanza sul «contratto d'oro»
BARI - Il rischio è che in dieci anni la Regione abbia speso 8 milioni di troppo per il servizio di telecardiologia. Ma c’è da capire il perché: se si tratta «solo» di una truffa, o se la colpa è anche di un contratto troppo «generoso» con tutte le conseguenze sul fronte erariale. Sta di fatto che dopo una serie di verifiche contabili sulla società appaltatrice, ieri mattina il nucleo di polizia tributaria della Finanza di Bari, su delega del procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, ha acquisito in assessorato tutta la documentazione relativa al servizio svolto da 10 anni dalla Cardio On Line Europe.
La telecardiologia (che dal punto di vista tecnico non ha problemi) viene utilizzata principalmente per effettuare gli elettrocardiogrammi sulle ambulanze: la trasmissione via telefono permette di capire in tempo reale se c’è un infarto in atto, indirizzando così il paziente verso il reparto ospedaliero più opportuno.

Da poco il servizio è stato esteso (a pagamento) anche alle farmacie ed ai medici di base. L’inchiesta della Procura di Bari è nata a seguito di un esposto presentato la scorsa estate dall’a s s e s s o re alla Salute uscente, Elena Gentile. Un documento che dava conto delle irregolarità emerse a seguito di controlli amministrativi: la Regione ritiene di aver speso molto più del dovuto, perché - da contratto - nel turno di notte dovevano essere in servizio due cardiologi, invece dalle verifiche è venuto fuori che ce n'era uno solo ma sono stati pagati entrambi. Per questo a settembre 2014 l’assessorato ha intimato alla società appaltatrice di restituire 556mila euro sugli 1,52 milioni fatturati per il periodo da giugno 2010 a maggio 2012: la richiesta è stata impugnata con un ricorso d’urgenza e se ne sta discutendo in un tribunale, perché secondo l’appaltatore fino a quel momento la clausola contrattuale era stata interpretata in modo difforme senza che ciò avesse portato ad alcun tipo di contestazione. Il progetto di telecardiologia è nato nel 2004 e fino al 2007 è stato svolto in regime di sperimentazione. Il contratto, 3 anni rinnovabili per altri 2, è stato affidato dall’Ares e scadrà a maggio 2015 quando la gestione del servizio dovrebbe passare (il condizionale è d’obbligo, in quanto ci sono dei ritardi di natura tecnica) al Policlinico di Bari ad un costo di circa 750mila euro l’anno. Il contratto attuale prevede invece una spesa di 1,2 milioni l'anno, che crescono in automatico di altri 600mila euro (per pagare una equipe aggiuntiva formata da un cardiologo e due tecnici) quando il numero di ecg giornalieri supera del 20% la base contrattuale fissata a 180. Visto che quando il contratto è stato firmato, nel 2010, il servizio già erogava 306 ecg al giorno, la Regione ha in realtà speso da subito 1,8 milioni l'anno. Ed ecco perché adesso gli investigatori dovranno chiarire perché il contratto sia stato stipulato così: da quel meccanismo di incremento automatico potrebbero discendere profili di danno erariale a carico di chi lo ha firmato.

L’indagine si concentra al momento su almeno tre persone, ma sono in corso approfondimenti anche su eventuali responsabilità della struttura regionale. Oltre a quella sulle questioni più strettamente legate all’appalto, è in corso una verifica su come sia stato utilizzato il fiume di denaro (circa 10 milioni) pagato negli ultimi 5 anni per il servizio e finito nelle casse della società: dopo aver consultato alcuni documenti, i finanzieri sono al lavoro per capire a chi sia davvero riconducibile la proprietà di Cardio On Line. [m.scag.]

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