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Lunedì 20 Novembre 2017 | 04:36

Bari, emergenza casa 180 famiglie sfrattate 2mila per alloggi popolari

di DANIELA D’AMBROSIO
BARI - Sono circa 180 i nuclei familiari in stato di emergenza abitativa per sfratto e 1.950 quelli in graduatoria per l’assegnazione di un appartamento mentre esistono case di edilizia popolare vuote, assegnate e non utilizzate, così come altre assegnate e occupate da persone che in realtà non hanno più le condizioni per averne diritto. L’emergenza casa è uno dei problemi più spinosi che l’amministrazione comunale è chiamata ad affrontare e risolvere
Bari, emergenza casa 180 famiglie sfrattate 2mila per alloggi popolari
di DANIELA D’AMBROSIO

BARI - Sono circa 180 i nuclei familiari in stato di emergenza abitativa per sfratto e 1.950 quelli in graduatoria per l’assegnazione di un appartamento mentre esistono case di edilizia popolare vuote, assegnate e non utilizzate, così come altre assegnate e occupate da persone che in realtà non hanno più le condizioni per averne diritto. L’emergenza casa è uno dei problemi più spinosi che l’amministrazione comunale è chiamata ad affrontare e risolvere, anche perché per ogni caso concluso altri se ne creano continuamente a causa delle crisi. Nelle 180 famiglie senza casa sono comprese quelle mandate via per morosità incolpevole come quelle per finita locazione.

E mentre da un lato si stila una specie di graduatoria dell’emergenza dall’altro il Comune chiede all’Arca Puglia di effettuare una ricognizione capillare di tutte le case vuote di edilizia popolare. «Rispetto all’emergenza per sfratti abbiamo stabilito di dare priorità alle famiglie che hanno minori con handicap - spiega Vincenzo Brandi, assessore al Patrimonio e all’Edilizia residenziale pubblica, oltre che vicesindaco - a seguire quelle che hanno figli minori, poi quelle con solo figli maggiorenni, le famiglie senza figli ma con portatori di handicap, i single con handicap e poi tutti gli altri, coppie o single. Dobbiamo comunque trovare una soluzione per tutti e nel più breve tempo possibile ». I nuclei composti da minori con handicap sono 32, quelli con presenza figli minori 73, quelli con figli maggiorenni 13, quelli senza figli ma con portatori di handicap 18. Sempre 18 sono i single con handicap e 28 le altre coppie o single rimaste senza casa.

«Meno di 48 ore fa - prosegue Brandi, ampliando la mappa delle iniziative dell’amministrazione - abbiamo chiesto ad Arca Puglia la ricognizione di tutte le case vuote di edilizia popolare, anche di quelle che ci sono state segnalate dai cittadini e stiamo controllando a tappeto attraverso l’agenzia delle entrate tutte le case assegnate per verificare che lo stato di necessità persista, e questo vale per le assegnazioni regolari come per quelle in emergenza. Negli ultimi cinque mesi abbiamo potuto consegnare trenta alloggi e, di questi, 12 erano rivenienti dallo sgombero di occupanti abusivi smascherati».
La prossima settimana, poi, l’Arca aprirà le buste delle offerte ricevute dai privati per l’acquisto con fondi regionali delle case invendute che saranno consegnate al Comune per essere destinate a locazioni a canone calmierato ed entro fine mese si riunirà nuovamente il tavolo con Confedilizia e associazioni inquilini per valutare la proposta dell’amministrazione in ordine alla costituzione del fondo di garanzia e delle coperture assicurative a tutela dei proprietari che volessero mettere a disposizione i propri appartamenti vuoti, sempre a canone calmierato. Da questi incontri e dall’eventuale acquisto di nuovi immobili che diventeranno di proprietà comunale verranno fuori un certo numero di appartamenti disponibili a 250/300 euro mensili, che saranno messi a disposizione delle persone in graduatoria per una casa popolare, ma che hanno un minimo di reddito.

«La graduatoria generale dell’Erp - spiega ancora Brandi - al momento conta 1.950. Dopo l’abbattimento a seguito delle locazioni a canone calmierato ci sarà un nuovo bando, presumibilmente in autunno, in cui saranno rivisitati alcuni parametri». Rispetto alle famiglie in emergenza per sfratto prosegue l’attività che riguarda la ristrutturazione di una parte dell’ospedale Bonomo, in cui saranno realizzati, nei prossimi cinque o sei mesi, dai 30 ai 40 alloggi destinati a fronteggiare la situazione. Si tratta degli ex alloggi dei sottufficiali, camerate da 45 metri quadri circa, con bagno annesso e un piccolo corridoio che può diventare cucina, che diventeranno miniappartamenti per le famiglie sfrattate.
«Sto aspettando la progettazione dalla ripartizione - spiega ancora Brandi - riguardo all’attività di ripristino dei servizi igienici e del riscaldamento. Per il resto la struttura è in buone condizioni ». Il decreto è stato firmato il 23 febbraio da Reggi, direttore generale dell’agenzia del Demanio, il giorno della visita del ministro Franceschini per la cessione al Comune del Margherita e del Mercato del pesce.

«Con agenzia del Demanio e ministero della Difesa - conclude il vicesindaco - ci incontreremo per continuare la ricognizione degli immobili inutilizzati che, in attuazione dell’art. 26 del decreto Sblocca Italia, potrebbero essere trasferiti dal Demanio al Comune. È ovvio che la ricerca deve guardare a immobili che non hanno bisogno di grandi opere di ristrutturazione». Intanto è terminata la ricognizione delle case sequestrate alla mafia. Solo quattro gli immobili utilizzabili come alloggi che saranno oggetto di lavori di ristruttrazione: saranno pronti in tre mesi. Sono invece ancora in costruzione 34 appartamenti in via Bruno Buozzi (consegna prevista entro fine anno), 36 a Iapigia (consegna entro un anno e mezzo), 8 a nel pirp di San Marcello (consegna fra due anni), 42 a Ceglie (consegna fra tre anni) e 28 nel pirp di Iapigia (anche questi con consegna prevista fra tre anni).

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