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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:29

Inchiesta escort «Mai fatto sesso con Berlusconi» Intercettazioni: Diana ha ceduto

BARI – Anche le Gianpìs girl chiamavano Silvio Berlusconi 'Papì. Lo faceva l’ex concorrente de 'La Fattorià, Barbara Guerra, ma anche la sua ex amica Fadoua Sebbar, ascoltata oggi come testimone dal Tribunale di Bari al processo sulle 26 tra donne ed escort portate da Gianpaolo Tarantini tra il 2008 e il 2009 nelle residenze del Cavaliere affinchè si prostituissero. Il particolare emerge da un’intercettazione telefonica ascoltata in aula tra Fadoua Sebbar e Gianpaolo Tarantini Condannate Barbara Guerra e Stella Novarino a pagare 300 euro di ammenda ciascuno per non essere comparse all’udienza di oggi come testimoni, ed ha disposto per entrambe l’accompagnamento coatto per la prossima udienza, fissata per il 16 marzo
Inchiesta escort «Mai fatto sesso con Berlusconi» Intercettazioni: Diana ha ceduto
BARI – Anche le Gianpìs girl chiamavano Silvio Berlusconi 'Papì. Lo faceva l’ex concorrente de 'La Fattorià, Barbara Guerra, ma anche la sua ex amica Fadoua Sebbar, ascoltata oggi come testimone dal Tribunale di Bari al processo sulle 26 tra donne ed escort portate da Gianpaolo Tarantini tra il 2008 e il 2009 nelle residenze del Cavaliere affinchè si prostituissero. Il particolare emerge da un’intercettazione telefonica ascoltata in aula tra Fadoua Sebbar e Gianpaolo Tarantini. "Mi ha detto di invitarti per domani", dice Gianpi. "Chi, il Papi?", chiede la ragazza che al Tribunale spiega: "'Papì è Berlusconi".

La telefonata continua con Tarantini che dà alla giovane indicazioni su come vestirsi: "Mettiti un vestitino cortissimo e molto aderente e non mettere le mutandine", dice. "Me le metto trasparenti", replica Sebbar. E lui: "No, non le mettere proprio, fammi sto regalo". La giovane risponde con un "Va bene" e la telefonata finisce. Dopo l’ascolto della conversazione, Sebbar è scoppiata a piangere e ha spiegato al tribunale di essere "molto imbarazzata". Alla ripresa dell’udienza ha raccontato di essere stata tre volte a cena da Berlusconi ma di non aver mai avuto con lui nè soldi nè rapporti sessuali. Ha ammesso, invece, di essere stata a letto con Rino Metrangolo, all’epoca consigliere del Cda della Seicos e presidente della Ssi (gruppo Finmeccanica).

"Gianpi – ha spiegato – mi diede mille euro per essere carina, ma il riferimento era esplicito che dovevo prostituirmi. Con altre due ragazze andai a cena con tre persone di Finmeccanica, tra cui Metrangolo. Andammo al ristorante, cenammo, poi io mi trattenni con Metrangolo nella sua stanza d’albergo". La cena avvenne in un hotel di Roma nel 2009. Le ragazze che vi parteciparono erano Niang Kardiatou, detta Hawa, e tale Emiliana che durante la cena fuggì appena capì che le altre due giovani si sarebbero prostituite. L’intento di Tarantini, secondo i pm Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, era quello di ottenere tramite Metrangolo "informazioni riservate dall’interno di Finmeccanica nonchè di entrare in contatto con i vertici aziendali" per fare affari.

Più concitata è stata la deposizione di Francesca Garasi che ha ammesso di aver partecipato ad una cena ("ma non mi sono fermata per il dopo cena") a Palazzo Grazioli il 23 settembre 2008 assieme a Giulia Mascellino, Diana Lacwik e Michaela Nasponi. In quell'occasione Garasi ha detto di aver conosciuto Fabrizio Del Noce e Carlo Rossella, da uno dei quali ricevette una proposta (non andata a buon fine) di lavorare nel mondo dello spettacolo. Anche alla donna i pm hanno fatto ascoltare due telefonate intercorse con Tarantini nelle quali Garasi, parlando dell’amica Diana, dice: "Diana ha ceduto alla grande, si è straconvinta a rimanere dopo", "lei basta che vede due monete insieme e ci sta". Dai colloqui emerge – secondo l’accusa - la consapevolezza della ragazza dell’esistenza dei dopo cena hot con il Cav, ma Garasi ha assicurato più volte di non saperne nulla. "Non si è mai parlato di sesso prima delle cene, nè ho visto buste di soldi e qualcosa che avesse a che fare con il sesso". Parole che non hanno convinto i magistrati. La teste è stata più volte invitata a dire la verità sia dal tribunale sia dalla pubblica accusa. Il pm Angelillis ha detto che si tratta di "una testimonianza falsa".

Si torna in aula il 16 marzo con le deposizioni di Marysthell Polanco e Barbara Guerra per la quale è stato disposto l'accompagnamento coatto. A giorni è inoltre previsto il deposito delle intercettazioni telefoniche trascritte dal perito del tribunale: cadranno così gli omissis apposti dalla procura su alcune conversazioni tra Berlusconi e Tarantini che conterrebbero – secondo fonti inquirenti – alcune volgarità, ma non fatti di rilevanza penale.

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