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Giovedì 23 Novembre 2017 | 08:45

Confindustria Puglia Ci sono segni di ripresa

BARI - «I segnali di ripresa di dicembre ci sono, anche su gennaio si sta parlando di una ripresa della produzione dello 0,4%». Lo ha detto il presidente nazionale di Confindustria Giovani, Marco Gay, parlando oggi a Bari con i giornalisti dei segnali di ripresa degli ordinativi, a margine del Consiglio centrale dell'organizzazione, organizzato in collaborazione con Confindustria Puglia
Confindustria Puglia Ci sono segni di ripresa
BARI - «I segnali di ripresa di dicembre ci sono, anche su gennaio si sta parlando di una ripresa della produzione dello 0,4%». Lo ha detto il presidente nazionale di Confindustria Giovani, Marco Gay, parlando oggi a Bari con i giornalisti dei segnali di ripresa degli ordinativi, a margine del Consiglio centrale dell'organizzazione, organizzato in collaborazione con Confindustria Puglia.
«Sono sicuramente segnali ai quali si devono accompagnare il massimo impegno e la massima attenzione sia delle imprese, che - secondo Gay - devono continuare a lavorare e fare bene i propri prodotti, sia delle istituzioni che in un momento di segnali di ripresa, a questo punto chiari e tangibili, devono accelerare, dando tempi certi e fatti». «Il tutto per poter finalmente avere - ha aggiunto - Gay un periodo di sviluppo e non un altro periodo di stagnazione o peggio ancora di recessione».

«Sicuramente oggi si vedono i primi passi verso il cambiamento - ha detto ancora - ma resta necessario iniziare a parlare di politica industriale, individuando i fattori che rendono possibile lo sviluppo dei settori. Ci vogliono concretezza, fatti, rapidità nell'esecuzione e certezze». «Penso anche a Taranto ed all'Ilva - ha concluso Gay - dove occorre maggior chiarezza sui crediti scaduti che non riguardano solo indotto tarantino ma molte aziende italiane. Sarà un aspetto che approfondiremo leggendo per bene il decreto Ilva».

GAY: L'ILVA E' UN SEGNALE DI ASSENZA POLITICA INDUSTRIALE
«L'Ilva è il segnale di una politica industriale che non c'è. È l'ennesimo caso in cui un'azienda strategica del Paese soffre e cade», ha spiegato il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, al termine del Consiglio centrale svoltosi a Bari. «Bisogna iniziare a ragionare in termini di politica industriale - ha proseguito Gay - di fattori che favoriscano lo sviluppo. Un altro punto importante è la tutela della proprietà privata: ci vuole certezza di diritti e regole, oltre ad una tempistica più armoniosa e, nel caso di un intervento della magistratura, questo sia rapido e veloce, così da consentire alle aziende di lavorare».
Il presidente dei Giovani imprenditori ha aggiunto che «l'indotto dell'Ilva non è un argomento separato, tanto che secondo noi c'è necessità che questi due grandi attori lavorino assieme. C'è anche la necessità di parlare di normativa ambientale a livello nazionale ed europeo per avere stesse regole, chiare e certe, che non cambino da territorio a territorio. Infine - ha concluso Gay - se questa del decreto Ilva è una tappa transitoria probabilmente obbligata, affermiamo sin da ora la necessità che l'azienda torni sul mercato con le dovute certezze di un piano industriale, che credo sia allo studio e che dovrebbe vedere la partecipazione delle aziende che stanno sostenendo Ilva, anche di quelle dell'indotto».

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