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Domenica 19 Novembre 2017 | 19:06

Il distretto della ciliegia La sfida dell’«oro rosso» per sconfiggere la crisi

di ANTONIO GALIZIA
BARI - La ciliegia del Sud Est Barese ha vissuto nel 2014 una delle stagioni più difficili a causa dell’anomalo andamento meteorologico, cui si aggiungono l’evoluzione del mercato e i costi di produzione in costante crescita. Da anni gli addetti ai lavori consigliano di puntare su coltivazioni d’elevata qualità ed oggi questa strada è necessità
Il distretto della ciliegia La sfida dell’«oro rosso» per sconfiggere la crisi
di ANTONIO GALIZIA

La ciliegia del Sud Est Barese ha vissuto nel 2014 una delle stagioni più difficili a causa dell’anomalo andamento meteorologico, cui si aggiungono l’evoluzione del mercato e i costi di produzione in costante crescita. Tra i motivi della crisi, gli esperti hanno individuato il panorama varietale non adeguato alle esigenze del mercato e dei consumatori, con caratteristiche che non rispettano i parametri attualmente necessari per l’espor tazione.
Da anni gli addetti ai lavori consigliano di puntare su coltivazioni d’elevata qualità ed oggi questa strada è necessità. Per qualità si intendono ciliegie d’elevata qualità organolettica (gradi brix, cioè zucchero, elevati), lunga shelf-life (durata di conservazione), consistenza della polpa, un buon calibro, buone tecniche agronomiche di difesa per tollerare lo spacco, uniformità di maturazione e produzioni tardive (il mercato ne richiede anche oltre fine giugno, periodo canonico della chiusura della raccolta nel barese) o precoci (garantiscono più reddito). Inoltre, gli esperti evidenziano che la cerasicoltura moderna deve rinnovare le proprie tecniche di coltivazione allo scopo di abbassare i costi di produzione e proteggere le piante, ricorrendo ad accorgimenti come, tra gli altri, gli impianti coperti, gli alberi bassi e «a spalliera».

Ma quali sono le principali qualità che una nuova varietà deve avere? «Sul consumatore – secondo la ricerca svolta dall’Università di Bologna – fan - no molto presa l’aspetto estetico delle ciliegie e la pezzatura». Recentitest condotti dai ricercatori emiliani su 2mila consumatori, hanno evidenziato che il calibro è il primo fattore di scelta: più la ciliegia è grossa, più fa gola. Anche per i produttori, visto che il prezzo di vendita è direttamente proporzionale alla loro dimensione. In tutta questa situazione di rinnovamento rientrano le nuove 5 varietà introdotte sul mercato, presentate alla recente Fruit Logistica di Berlino e tra le «star» più attese al «Convegno nazionale della Ciliegia 2.0» del 25 febbraio a Vignola, in provincia di Modena.
«Si tratta - spiega Michelangelo Grandi, ricercatore al dipartimento di Scienze Agrarie dell’Uni - versità di Bologna – della nuova serie Sweet, le cui principali caratteristiche sono la dolcezza e la durezza».
Di questa linea fanno parte 5 varietà: Aryana, Lorenz, Gabriel, Valina e Saretta, alle quali a breve si aggiungerà una nuovasorella, Stephany. Tutte ben si adattano al clima e alle condizioni ambientali presenti nel barese e si distinguono per comuni caratteri di pregio, come performance agronomiche, caratteristiche estetiche e qualità organolettiche. Tre importanti aziende vivaistiche pugliesi, e tutte di Sammichele di Bari, ne hanno acquistato i diritti esclusivi di vendita in Italia: Vivai Fortunato, Vivai Giannoccaro e Vivai Spinelli (gli altri due vivai sono del veronese e del ferrarese). Per il settore, una ventata di novità e il tentativo di ridurre il gap con la concorrenza estera (Grecia e Turchia in particolare).

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