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Lunedì 20 Novembre 2017 | 05:10

Bari, 13 arresti per mafia anche il figlio e il nipote del boss ucciso Campanale Armati e pronti a uccidere ? // 

BARI – Eseguite a Bari tredici misure cautelari,11 in carcere e 2 ai domiciliari, nei confronti di presunti affiliati al clan Campanale di Bari. I provvedimenti riguardano la presunta guerra di mafia per il controllo del mercato della droga e delle estorsioni nell’hinterland barese. Le indagini sono state avviate all’indomani dell’omicidio di Mario Rizzo, avvenuto a Rutigliano nel dicembre 2012. L'omicidio avrebbe spianato la strada alla conquista barese del sud della provincia.  Per i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione e porto di armi clandestine, ricettazione, usura ed estorsione sono finiti in carcere anche il 45enne Leonardo Campanale e suo figlio 28enne Felice, rispettivamente figlio e nipote del boss Felice Campanale ucciso in un agguato mafioso nell’agosto 2013 (foto Luca Turi)
Bari, 13 arresti per mafia anche il figlio e il nipote del boss ucciso Campanale Armati e pronti a uccidere ? // 
BARI – I carabinieri del reparto operativo di Bari e della compagnia di Triggiano e personale della Squadra Mobile della questura stanno eseguendo tredici misure cautelari,11 in carcere e 2 ai domiciliari, nei confronti di presunti affiliati al clan Campanale di Bari. I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e riguardano la presunta guerra di mafia per il controllo del mercato della droga e delle estorsioni nell’hinterland barese.

Le indagini sono state avviate all’indomani dell’omicidio di Mario Rizzo, avvenuto a Rutigliano nel dicembre 2012, freddato all’interno di un bar del centro con diversi colpi alla testa (nel luglio 2014 tre persone sono state condannate in primo grado per il delitto). Gli investigatori parlano di "scenario da Risiko, con il feroce clan mafioso barese dei Campanale all’attacco dei più deboli clan del sud della provincia".

Al tentativo di negoziare un accordo con i clan locali per spartirsi il mercato di droga ed estorsioni, sarebbe seguito il brutale omicidio di Rizzo, colpevole di aver umiliato un luogotenente dei Campanale, oggi arrestato, picchiato e fatto inginocchiare in pubblico, pistola alla tempia, simulando un’esecuzione.

L'omicidio, secondo gli investigatori avrebbe spianato la strada alla conquista barese. Alcuni clan dell’hinterland si sarebbero alleati con quelli cittadini per dominare i gruppi meno forti ed imporsi nella gestione di traffico di droga ed estorsioni. Forse per ritorsione, i primi taglieggiati sarebbero stati proprio gli imprenditori del territorio controllato dal defunto Rizzo, tra cui anche un’impresa di pompe funebri.

I presunti affiliati al clan Campanale del quartiere San Girolamo arrestati sono tutti pregiudicati. Per i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione e porto di armi clandestine, ricettazione, usura ed estorsione sono finiti in carcere il 45enne Leonardo Campanale e suo figlio 28enne Felice, rispettivamente figlio e nipote del boss Felice Campanale ucciso in un agguato mafioso nell’agosto 2013.

In cella anche il 37enne di Conversano Rocco Masotti e il 41enne di Rutigliano Giovanni Zullo, detto 'Pucci Puccì (entrambi già condannati per l’omicidio di Mario Rizzo), il 51enne Nicola Antonio La Selva di Conversano, il 39enne barese Nicola Frappampina, il 32enne di Rutigliano Francesco Busano, detto 'Mongolò, il 38enne di Capurso Giovanni Giancotti, detto 'La Camorrà, il 36enne di Rutigliano Erasmo Brescia, detto 'Bidonè o 'Ciambellonè, il 35enne barese Gianfranco Ferrante e il 48enne di Rutigliano Michele Carbonara. A quattro persone, Felice Campanale, Brescia, Masotti e Zullo, l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere. Arresti domiciliari per due collaboratori di giustizia.

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