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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 16:01

Il Milleproroghe non salva i precari della Regione Puglia

BARI - Il Milleproroghe non sbloccherà le stabilizzazioni dei precari né tantomeno permetterà il rinnovo dei contratti a termine in scadenza. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno infatti ritenuto «inammissibili» gli emendamenti presentati dal deputato pugliese Rocco Palese. Una bocciatura «tecnica», che però prelude a un intervento legislativo ad hoc
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Il Milleproroghe non salva i precari della Regione Puglia
BARI - Il Milleproroghe non sbloccherà le stabilizzazioni dei precari né tantomeno permetterà il rinnovo dei contratti a termine in scadenza. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno infatti ritenuto «inammissibili» gli emendamenti presentati dal deputato pugliese Rocco Palese. Una bocciatura «tecnica», che però prelude a un intervento legislativo ad hoc: l’orientamento del governo, non ancora formalizzato, è una sanatoria generalizzata dei precari della pubblica amministrazione che scongiuri il rischio di altre condanne in sede europea.

I due emendamenti di Palese, che nelle scorse settimane avevano innescato una faida in Forza Italia, non sono stati ammessi perché nel Milleproroghe - lo ha spiegato Francesco Paolo Sisto, relatore per la commissione Affari costituzionali - «sono da considerarsi ammissibili solo gli emendamenti recanti proroga di termini previsti da disposizioni di rango legislativo ovvero emendamenti strettamente attinenti o consequenziali a disposizioni previste nel testo del decreto-legge». Viceversa Palese aveva proposto da un lato di alleggerire il blocco delle assuzioni per il 2015 e il 2016, aprendo anche ai precari da stabilizzare secondo l’ormai famigerato comma 529, e dall’altro di consentire - nel frattempo la proroga di tutti i contratti a tempo determinato: in Puglia, in particolare, alcuni di quelli in scadenza nel 2015 non potranno più essere allungati.

Tuttavia, a quanto pare, il ministero per la Pubblica amministrazione starebbe lavorando a una serie di norme specifiche che potrebbero essere inserite già nel disegno di legge Madia, il cui iter riprenderà domani in commissione al Senato. L’ufficio legislativo di Palazzo Chigi è infatti alle prese con le conseguenze della sentenza della Corte di giustizia che ha condannato in Italia per i precari della scuola. Si tratta di una fattispecie contrattuale diversa, tuttavia il tema - l’abuso dei contratti a termine - può essere considerato affine a quello di una parte dei precari degli enti locali. Di fronte al rischio di una nuova condanna in sede europea, dunque, il governo potrebbe individuare un percorso di sanatoria: i dettagli vanno ancora definiti, tuttavia - fa notare chi sta seguendo la questione - si terrà conto anche della necessità di salvaguardare il principio costituzionale dell’accesso al pubblico impiego tramite concorso. Più che una stabilizzazione modello-Ginefra (il deputato pd pugliese è «padre» del comma 529), si potrebbe pensare a una serie di concorsi riservati sulla falsariga di quanto fatto da Prodi nel 2010.

Nel frattempo, in Puglia, la Regione è alle prese con le conseguenze dell’impugnazione della legge 47. La scorsa settimana sono stati prorogati di tre anni una cinquantina di contratti in scadenza in queste settimane, in attuazione di un accordo sindacale stipulato nel 2014 cioè prima del blocco delle assunzioni deciso da Renzi. È una mezza forzatura, che però sembrerebbe consentita da una recente circolare della Funzione pubblica e soprattutto tranquillizza gli ambienti politici che più si sono spesi con i precari in promesse di sapore elettorale. L’assessorato al Personale sta lavorando anche sulla «graduatoria» dei precari, ma - a quanto pare - i tempi non saranno brevi: non essendo possibile assumere, del resto, non c’è alcuna fretta. Viceversa, tra 20 giorni partiranno le prove orali del concorsone per 200 funzionari: il Formez ha nominato la commissione (ne fanno parte anche due pugliesi, ma per evitare qualunque sospetto non ci sono dirigenti della Regione) e nelle prossime ore verranno rese note le date.

Oggi, intanto, a Bari si riunisce l’osservatorio regionale cui spetta ridistribuire le funzioni alle «nuove» Province, stabilendo anche il destino dei circa 1.300 esuberi previsti. Il governatore Nichi Vendola ha chiesto a tutte le Province e alla Città metropolitana di Bari di presentare i piani di riorganizzazione del personale e ristrutturazione della spesa, piani che a quanto pare non sono ancora pronti. Antonio Gabellone (Upi) ha chiesto di allargare la riunione anche alle organizzazioni sindacali. L’assessore regionale Leo Caroli, partecipando a Roma all’osservatorio nazionale, ha invece annunciato l’intenzione della Puglia di ricorrere alla Corte costituzionale contro le disposizioni introdotte dall’ultima legge di Stabilità e dal decreto Delrio.

m.scagl.

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