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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 12:15

Oncologico Bari la ricerca raddoppia

di GIUSEPPE ARMENISE
BARI - All’Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico «Oncologico Giovanni Paolo II» di Bari, il ministero della Ricerca ha riconosciuto un aumento negli stanziamenti da 1 milione 300mila a 1 milione 800mila euro. Rispetto al 2012 (era 1 milione), il fondo è sostanzialmente raddoppiato.
Oncologico Bari la ricerca raddoppia
GIUSEPPE ARMENISE

BARI - La Puglia in controtendenza in una stagione di tagli lineari alle risorse di un settore che, ad onta degli annunci elettorali, resta a fare la Cenerentola nell’auspicata azione di sostegno alla ripresa dell’Italia: la ricerca. All’Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico «Oncologico Giovanni Paolo II» di Bari, il ministero della Ricerca ha riconosciuto un aumento negli stanziamenti da 1 milione 300mila a 1 milione 800mila euro. Rispetto al 2012 (era 1 milione), il fondo è sostanzialmente raddoppiato.

Il risultato positivo è suffragato da un riconoscimento ufficializzato proprio ieri mattina. Il direttore scientifico facente funzione, Attilio Guarini, che al Giovanni Paolo II, dirige l’unità di Oncoematologia, mostra con soddisfazione l’elenco dei 16 progetti ammessi al programma del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). La Puglia è l’unica regione che tra i «promossi» ne ha due. Uno di questi, in rete con l’ospedale Sant’Andrea di Roma e l’istituto tumori di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, lo coordina proprio l’istituto Irccs barese. «È un progetto - spiega Guarini - sulla prevenzione secondaria. Dal tumore, oggi, si guarisce, ma ci sono tutta una serie di patologie correlate che una corretta azione preventiva può evitare».

In questi giorni proprio a Bari, in occasione di un’iniziativa pubblica di «Codici» si è tornati a parlare di malasanità. «Però - obietta il direttore generale dell’istituto, il professor Antonio Quaranta - quanto all’offerta dei nostri centri assistenziali e di cura, parlare solo della malasanità può creare disorientamento nell’utenza». Disorientamento è sinonimo spesso di defatiganti viaggi della speranza verso ospedali lontani. Si cercano cure altrove, immaginando che non se ne possano prestare nel luogo d’origine. Ma altrettanto spesso si sbaglia per difetto d’informazione. È bene sapere, ad esempio che l’Irccs di Bari ha attivato il centro per il trapianto del midollo o delle cellule staminali e a breve avvierà i primi trapianti nella cura del tumore alla mammella secondo quanto elaborato in un programma collaborativo fra ematologi trapiantatori e immunologi specialisti in malattie autoimmuni, l’Ebmt (European Group for Blood and Marrow Transplantation). La prossima frontiera in oncologia sono le cure immunologiche. «Perché - spiega il dottor Guarini - vogliamo dimostrare che noi siamo capaci di curare noi stessi. In una cura immunologica, cellule del sistema immunitario prelevate dai pazienti vengono poste in coltura, in laboratorio, e rese capaci di riconoscere specifici antigeni allo scopo di aggredire, una volta re-iniettate nei pazienti, le cellule tumorali che portano tali antigeni».

Disorientamento e scarsa informazione, dunque. Il professor Quaranta sta spingendo per l’attivazione di una rete oncologica pugliese «per offrire - dice - percorsi diagnostici e terapeutici qualitativamente omogenei sul territorio regionale». Una rete di questo tipo riuscirebbe a indirizzare da subito il paziente verso il centro specializzato più vicino in funzione della qualità della terapia offerta. E per evitare quella che lo stesso Quaranta etichetta come criticità: le liste d’attesa. «Stiamo ovviamente operando - spiega Quaranta - per cercare di migliorare in questo ambito. A volte le attese sono condizionate alla mancata indicazione dei codici esatti sulle ricette da parte dei medici di medicina generale. Sui tempi per la radioterapia speriamo presto di ovviare con un terzo acceleratore lineare». 

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