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Venerdì 24 Novembre 2017 | 02:43

Tangenti a Gioia Sindaco: mai fatto

BARI – "Nessun accordo illecito sul bando per gli alloggi popolari al Comune di Gioia del Colle". E’ quanto avrebbe sostenuto, respingendo tutte le accuse, il sindaco dello stesso comune, Sergio Povia, in carcere da giovedì con l’accusa di corruzione. Nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip del tribunale di Bari Gianluca Anglana, presente il pm Eugenia Pontassuglia, Povia – difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Maurizio Tolentino – avrebbe dichiarato di non aver "mai ricevuto e neppure fatto richieste di tangenti"
Tangenti a Gioia Sindaco: mai fatto
BARI – "Nessun accordo illecito sul bando per gli alloggi popolari al Comune di Gioia del Colle". E’ quanto avrebbe sostenuto, respingendo tutte le accuse, il sindaco dello stesso comune, Sergio Povia, in carcere da giovedì con l’accusa di corruzione. Nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip del tribunale di Bari Gianluca Anglana, presente il pm Eugenia Pontassuglia, Povia – difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Maurizio Tolentino – avrebbe dichiarato di non aver "mai ricevuto e neppure fatto richieste di tangenti".

La sua presunta estraneità alla vicenda sarebbe stata indicata anche dagli altri due indagati finiti in carcere, l'imprenditore Antonio Posa, presunto corruttore, e l’ex vicesindaco Francesco Paolo Ventaglini, anche loro interrogati dal gip. Entrambi avrebbero riferito al giudice che Povia non era in alcun modo coinvolto nell’accordo illecito per l'aggiudicazione della gara. Posa avrebbe detto di aver ricevuto richieste di denaro, di essere quindi una vittima e, all’esito dell’interrogatorio, ha chiesto tramite il suo legale la revoca della misura cautelare.

Ventaglini avrebbe risposto a tutte le domande ammettendo la richiesta e successiva promessa di denaro che però avrebbe riguardato soltanto lui e non il sindaco. Povia, l’ultimo ad essere interrogato nel carcere di Bari, ha infine respinto tutti gli addebiti e anche i suoi difensori hanno chiesto la revoca della misura cautelare. Il pm si è riservato di esprimere parere sulle richieste dei difensori degli arrestati e solo successivamente il giudice deciderà, non prima comunque dell’inizio della prossima settimana, quando ci saranno gli interrogatori di garanzia delle altre sei persone, tra funzionari del Comune di Gioia del Colle e professionisti, agli arresti domiciliari nell’ambito della stessa vicenda.

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