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Venerdì 24 Novembre 2017 | 01:04

«Io, licenziato con figlio in arrivo a caccia di lavoro davanti al pc»

di ALESSANDRA MONTEMURRO
Sono Simone. Ho 33 anni e ho perso il lavoro. O forse no. Per il momento i licenziamenti previsti dal gruppo sono congelati. Ma entro fine febbraio dobbiamo liberare tutto. E dopo? Non sono l’unico. Lo so. Ma ho paura. Intanto Maria è rimasta incinta. Come faremo?
«Io, licenziato con figlio in arrivo a caccia di lavoro davanti al pc»
di ALESSANDRA MONTEMURRO

Sono Simone. Ho 33 anni e ho perso il lavoro. O forse no. Per il momento i licenziamenti previsti dal gruppo sono congelati. Ma entro fine febbraio dobbiamo liberare tutto. E dopo? Non sono l’unico. Lo so. Ma ho paura. Intanto Maria è rimasta incinta. Come faremo? Già in due con un solo stipendio è difficile andare avanti. Adesso che c’è anche un bimbo in arrivo poi. Il mio pensiero fisso sono le spese: per la casa, per le analisi (ma quante se ne fanno?!?), per il pupo. No. Questo non era proprio il momento giusto per un figlio. Speriamo di farcela. Sono disposto a fare qualunque lavoro. Da oggi mi metto alla ricerca. Finisco il turno e vado da Francesco. Lui ha la connessione veloce, io a casa uso quella del cellulare. Arrivo da Frà. Un caffè, due minuti di chiacchiere e subito al pc.

Si comincia. Digito «cerco lavoro bari». Si apre una pagina con una serie di risultati. Clicco sul primo. Ricerca annunci di lavoro. Per accedere mi devo registrare al sito. Fatto. Ora posso procedere. Ah. No. Devo impostare il mio profilo. Inserisco tutti i dati. Ci ho messo un’ora. Ora posso iniziare la mia ricerca. Finalmente. Addetto alle vendite. Non trovo nulla. Ci sono altri due utenti registrati come me nella provincia di Bari. Tra le offerte di lavoro la risposta alla ricerca è «Annunci di lavoro: 0». Stessa cosa per i corsi di formazione. Nessun corso.

Scorro l’elenco e mi soffermo a leggere tutti gli annunci. L’ho già detto, per Maria e per il piccolo che porta in grembo qualunque lavoro va bene. Certo, se non avessi perso il mio... ma tanto è inutile. Se decidono che un’azienda deve chiudere, chiude. Al massimo si riesce a restare in agonia per qualche mese in più. Si fa ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma per uno come me con contratti a termine non ci sono molte possibilità. E pensare che in Spagna ho lasciato un lavoro sicuro. Ma che altro potevo fare? I miei genitori sono grandi, avevano bisogno di me. Sono figlio unico. Adesso sono io che invece ho bisogno di loro. Mi aiutano con quel che possono. Ma che umiliazione alla mia età.

Aspetta. Aspetta. Cercano un magazziniere. Servono capacità di gestione magazzino ricambi, vendita da banco di componenti meccaniche e ricambi, rapporto diretto col cliente. E qui sono forte. Vogliono anche il diploma di perito tecnico e io ce l’ho. Esperienza pluriennale in magazzino di ricambi di componenti meccaniche? No, questa mi manca. Buone doti relazionali, buone competenze tecniche (meccanica, elettrica e oleodinamica) e siamo coperti. Preferibilmente domicilio a Bari o zone limitrofe e buona attitudine alla vendita e orientamento al cliente. La retribuzione varia tra i 10 e i 15mila euro. Si tratta sempre di un tempo determinato. Ma va bene, magari. La tua iscrizione è avvenuta con successo! Consulta e segui lo stato della tua iscrizione direttamente nel tuo profilo alla voce: «Annunci di lavoro». Hanno registrato la mia candidatura. Sono «in esame». Mi hanno anche mandato una mail per avvisarmi. Chissà se mi chiameranno. Io aspetto.

Intanto continuo a cercare. Altro sito. Anche qui mi devo registrare. Poche le offerte, tantissimi i corsi di formazione che propongono. A pagamento. Non mi sembra il caso. Ho trovato anche qualcosa come animatore turistico. Ma non posso mica partire e lasciare Maria qui da sola. Agenti di vendita e di commercio a partita Iva. Ecco, qui di offerte ce ne sono diverse. Il popolo delle partite Iva. Vabbè. Sono le 19. Francesco mi ha detto che tra un po’ deve andare via. Non posso continuare più le mie ricerche. Caspita però. Cercare lavoro è più stancante che lavorare. Intanto Maria mi ha chiamato. Il suo amico Paolo, che ha una pizzeria, ha bisogno di un cameriere per stasera. Le ha chiesto il favore di andare a dargli una mano. Vado io. Lei appena sente odori di cibo scappa in bagno con le nausee. Poverina. Chissà, magari Paolo mi può aiutare. Oggi gli farò un favore, ma se vado bene magari mi assume. Anche a giornata. O può mettermi in contatto con qualche suo collega. Intanto io ho sparso la voce in giro tra amici e parenti. Magari a qualcuno capita qualche suggerimento. A me basta lavorare....ma quanto è difficile!

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