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Giovedì 23 Novembre 2017 | 21:40

Regione-Università quegli incroci pericolosi Minervini: «Tra la Regione e l’Università solo collaborazione virtuosa»

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Questa storia inizia a dicembre, quando il dipartimento di Scienze della Comunicazione attribuisce tre assegni di ricerca finanziati dall’assessorato alle Politiche giovanili della Regione: 110.000 euro per studiare «il caso del programma bollenti spiriti in Puglia». Li vincono i tre giovani studiosi Caterina Balenzano, Vittoria Jacobone e Daniele Morciano, selezionati da commissioni presiedute dal professor Giuseppe Moro, associato di sociologia
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BARI - Ci sono casi in cui qualcuno può contemporaneamente appartenere e non appartenere a un dato gruppo di persone, dando vita a una assurdità logica che non può essere sciolta se non eliminando una delle appartenenze. Quando nel 1918 il filosofo inglese Bertrand Russell enunciò il paradosso del barbiere, non poteva sapere che più di un secolo dopo l’Università di Bari e la Regione ne avrebbero dato una dimostrazione pratica di cosa accade incrociando controllati e controllori.

Questa storia inizia a dicembre, quando il dipartimento di Scienze della Comunicazione attribuisce tre assegni di ricerca finanziati dall’assessorato alle Politiche giovanili della Regione: 110.000 euro per studiare «il caso del programma bollenti spiriti in Puglia». Li vincono i tre giovani studiosi Caterina Balenzano, Vittoria Jacobone e Daniele Morciano, selezionati da commissioni presiedute dal professor Giuseppe Moro, associato di sociologia, destinatario del finanziamento regionale, e dalla ricercatrice molfettese Fausta Scardigno. E qui le cose iniziano a farsi interessanti.

Perché oltre ad essere il marito di Rosalinda Cassibba, direttore del dipartimento, Giuseppe Moro è anche il presidente del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione. Cioè dell’organismo che valuta tutti i progetti finanziati con più di 10 milioni: colui che «controlla» gli investimenti regionali riceve poi finanziamenti diretti dalla stessa Regione. Ma non basta.

Nel 2012 l’Università di Bari ha creato uno spin-off che si chiama Welcome, società che ha sede sempre nel dipartimento di Scienze della Comunicazione e che si occupa di «percorsi di formazione sulla valutazione». Il presidente di Welcome è Anna Fausta Scardigno, spesso presente ai dibattiti elettorali organizzati dall’assessore regionale Guglielmo Minervini nella sua campagna per le primarie. Soci sono la professoressa Cassibba e i ricercatori Balenzano, Jacobone e Morciano, tutti e tre ex dottorandi del professor Moro. È inutile sforzarsi più di tanto per capire di cosa si occupi Welcome. Basti dire che le sue attività sono in gran parte finanziate dalla Regione con il programma Piccoli Sussidi e con il progetto Valere: decine di migliaia di euro ogni volta.

Il valutatore insomma riceve finanziamenti per valutare il valutato, e il valutato finanzia la valutazione effettuata da ricercatori scelti dal valutatore. Questa storia sarebbe senz’altro piaciuta a Russell, che sulla moralità pubblica aveva idee molto più aperte rispetto a quelle del suo tempo. Ma, giusto per restare sul pratico, è opportuno ricordare che nel marzo 2014 il Nucleo di valutazione degli investimenti presieduto dal professor Moro ha esaminato il progetto «Novus Campus», il nuovo campus biomedico che l’Università vorrebbe realizzare a Valenzano grazie a un finanziamento da 75 milioni di euro. Parere, naturalmente, positivo. Ce n’è ancora.

Nel 2013 la Regione ha stanziato un «contributo straordinario al sistema universitario pugliese» per consentire l’avanzamento di carriera di una quindicina di prof associati che - pur idonei secondo le vecchie regole - non avevano ottenuto il posto per problemi di budget. La fetta maggiore (1,25 milioni) è andata all’Università di Bari. Nella lista dei promuovendi c’è il professor Moro, che però essendo marito del direttore non può essere chiamato nel dipartimento di Scienze della Comunicazione. Giovedì il cda dell’Ateneo ne ha, infatti, deliberato il trasferimento a Scienze politiche: per diventare ordinario, insomma, il Valutatore sarà costretto ad attraversare la strada.

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