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Martedì 21 Novembre 2017 | 05:37

Imponevano il pizzo anche per conto terzi Nove gli arrestati Due i filoni d'inchiesta Il fenomeno: «Nelle grinfie degli usurai per rifarsi il seno»

BARI - Alcuni imprenditori baresi si sono rivolti ai clan per recuperare i loro crediti o per agevolare l’avvio di nuove attività, finendo invece nella morsa del racket. E’ quanto emerge dalle indagini-lampo del Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo pugliese che, dalle prime luci dell’alba, stanno conducendo un blitz che prevede l’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L'inchiesta è stata avviata dal Reparto Operativo nell’ottobre scorso. L'accusa è di estorsione aggravata in concorso
Imponevano il pizzo anche per conto terzi Nove gli arrestati Due i filoni d'inchiesta Il fenomeno: «Nelle grinfie degli usurai per rifarsi il seno»
BARI - Alcuni imprenditori baresi si sono rivolti ai clan per recuperare i loro crediti o per agevolare l’avvio di nuove attività, finendo invece nella morsa del racket. E’ quanto emerge dalle indagini-lampo del Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo pugliese che, dalle prime luci dell’alba, stanno conducendo un blitz che prevede l’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L'inchiesta è stata avviata dal Reparto Operativo nell’ottobre scorso. L'accusa è di estorsione aggravata in concorso.

E’ stato accertato un grave contesto di intimidazione ai danni di imprese locali da parte della criminalità organizzata, che non si è limitata ad imporre il pizzo ma è entrata nella gestione degli affari per garantire il rispetto di accordi e pagamenti. Un imprenditore è finito infatti sotto inchiesta per aver inviato esponenti di un clan locale a riscuotere soldi da un suo collega il quale, nonostante fosse stato gravemente minacciato, ha trovato il coraggio di sporgere denuncia. Le nove ordinanze di custodia cautelare sono state tutte eseguite. Otto persone si trovano in carcere e una agli arresti domiciliari.

TUTTI GLI ARRESTATI - In carcere sono stati condotti Giovanni Stellacci, di 27 anni, i fratelli Luigi e Giuseppe Tufariello, di 29 e 27, Giuseppe Antuofermo, di 27, Giuseppe Verania, di 30, Giuseppe Muscatelli, di 23 (catturato a Jesi, in provincia di Ancona), i fratelli baresi Nicola a Raffaele Anemolo, di 55 e 53. A domiciliari è stato posto un 50enne di Barletta, l’imprenditore accusato di essersi rivolto agli Anemolo per un recupero crediti vantato nei confronti di un collega. Sono tutti accusati di concorso in estorsione aggravata e, ad alcuni, è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso e l’uso delle armi.

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