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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:55

Amianto, la Puglia tra le aree a rischio Bari la città più colpita

BARI – "Serviranno ancora 85 anni per completare la dismissione degli oltre 32 milioni di tonnellate di amianto presenti in Italia, dove il 'killer silenziosò miete circa 3.000 vittime l’anno, 1.500 delle quali per mesotelioma". Sono alcuni dei dati diffusi durante la terza Consensus Conference Nazionale per il controllo del mesotelioma maligno della pleura. "La Puglia - è stato spiegato – è fortemente colpita dall’inquinamento ambientale e Bari è tra le aree più a rischio: nella regione"
Amianto, la Puglia tra le aree a rischio Bari la città più colpita
BARI – "Serviranno ancora 85 anni per completare la dismissione degli oltre 32 milioni di tonnellate di amianto presenti in Italia, dove il 'killer silenziosò miete circa 3.000 vittime l’anno, 1.500 delle quali per mesotelioma". Sono alcuni dei dati diffusi oggi ai giornalisti durante la presentazione della terza Consensus Conference Nazionale per il controllo del mesotelioma maligno della pleura, che fino a domani ospita nel capoluogo pugliese circa 200 fra i maggiori esperti italiani della patologia.  

Alla presentazione, che ha preceduto l'avvio dei lavori, sono intervenuti tra gli altri il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Carmine Pinto, e il direttore del dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, Giorgio Scagliotti.

I medici hanno sottolineato che "occorre più impegno per la bonifica dei siti contaminati: ogni 12 mesi vengono smaltite 380mila tonnellate di rifiuti di questo minerale"; e hanno aggiunto di essere "preoccupati per le notizie recenti relative all’importazione di 1.040 tonnellate di asbesto nel biennio 2011-2012: nonostante dal 1992 in Italia sia vietata ogni attività di estrazione, commercio, importazione, esportazione e produzione di amianto, il materiale potrebbe essere stato impiegato nella produzione di vari manufatti".

"Purtroppo – hanno rilevato – la percezione del rischio è ancora bassa. Questo minerale è presente ancora in grandi quantità e in varie forme in stabilimenti ed edifici di tutte le nostre regioni". "La Puglia - è stato spiegato – è fortemente colpita dall’inquinamento ambientale e Bari è tra le aree più a rischio: nella regione, in quindici anni (1993-2008), si sono registrate 814 diagnosi di mesotelioma. Mentre Bari è stata sede fino al 1985 dello stabilimento 'Fibronit', collocata fra tre popolosi quartieri del capoluogo pugliese".

"Si calcola – è stato evidenziato – che circa 360 persone, tra residenti e lavoratori, siano morte a causa delle fibre di amianto diffuse nell’ambiente in quella zona". Anche se "l'età media alla diagnosi è di circa 70 anni, aumentano i casi di mesotelioma tra i 25 e i 30 anni". Buone notizie arrivano dal mondo della ricerca: "il dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, in collaborazione con l’Ospedale San Antonio e Biagio di Alessandria, per la prima volta ha sperimentato una nuova tecnica per identificare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza nel mesotelioma. L'identificazione di queste alterazioni consentirà di valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in questa neoplasia".

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