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Martedì 21 Novembre 2017 | 12:49

Bari, i numeri pazzi dei delitti all'anno giudiziario: prefetto «chiama» la Corte d'appello

BARI - «Quel pasticciaccio brutto» dei numeri dell’anno giudiziario. Sembra non essere stata ancora scritta la parola fine alla vicenda. Il dato eclatante degli omicidi (66 a Bari e 24 a Trani), nonostante la spiegazione fornita dal presidente della Corte d’Appello Gianfranco Castellaneta, continua a non convincere. Ieri il prefetto di Bari, Antonio Nunziante ora chiede di fare chiarezza su quei dati. Errore materiale di battitura, di calcolo, oppure una diversa interpretazione delle statistiche?
Se il numero degli omicidi diventa un'opinione - di M. Partipilo
Bari, i numeri pazzi dei delitti all'anno giudiziario: prefetto «chiama» la Corte d'appello
ISABELLA MASELLI
BARI - «Quel pasticciaccio brutto» dei numeri dell’anno giudiziario. Sembra non essere stata ancora scritta la parola fine alla vicenda. Il dato eclatante degli omicidi (66 a Bari e 24 a Trani), nonostante la spiegazione fornita dal presidente della Corte d’Appello Gianfranco Castellaneta, continua a non convincere. Ieri il prefetto di Bari, Antonio Nunziante, ha inviato una nota scritta a Castellaneta, chiedendo formalmente di fare chiarezza su quei dati. Errore materiale di battitura, di calcolo, oppure una diversa interpretazione delle statistiche?

A queste domande risponderà nei prossimi giorni il presidente facente funzioni della Corte d’Appello di Bari. Pur non avendo materialmente raccolto di persona i numeri ormai noti dei delitti consumati nel distretto, la firma sulla relazione presentata sabato scorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è sua.Dai dati messi nero su bianco emerge il quadro allarmante degli omicidi volontari. Nella provincia di Bari, dice la relazione, ci sono 66 omicidi «consumati», il doppio dei 33 dell’anno precedente. E in quella di Trani ben 24 rispetto agli 11 del periodo luglio 2012-giugno 2013. Nelle banche dati delle forze dell’ordine e della Prefettura, però, i conti sono altri. A Bari gli omicidi sono stati 18 e a Trani 3. Numeri ben al di sotto di quelli presentati. E poi ci sono i dati relativi agli indagati per associazione mafiosa (stando alla relazione più di 3.500 a fronte dei circa 150 rilevati) e quelli sui furti (qui la relazione va al ribasso, contandone poco più di 5mila rispetto ai reali 35mila).

Sulla vicenda lo stesso presidente Castellaneta ha fornito una prima spiegazione nei giorni scorsi, dicendo che «non c'è alcun errore nei dati sulla criminalità riportati nella relazione perché la discrepanza deriva dal diverso modo di assumere le statistiche e dalla diversa finalità a cui queste statistiche rispondono. Noi - ha spiegato il presidente - nella relazione dell’anno giudiziario diamo conto del lavoro svolto dai magistrati. Quindi quando diamo un certo numero di omicidi ci riferiamo alle iscrizioni nei registri degli indagati. Queste iscrizioni per omicidio non necessariamente riguardano omicidi verificatisi nel periodo di riferimento. Possono riguardare anche omicidi avvenuti precedentemente e questo, sia perché possono essere stati individuati gli autori per effetto di dichiarazioni di cosiddetti “pentiti”, o perché le indagini delle forze dell’ordine, svolte in mille modi diversi, hanno portato a individuare gli autori di questi omicidi».

Insomma, stando a questo precisato dal presidente della Corte d’Appello di Bari, a fronte dei 18 omicidi commessi nella provincia, nello stesso periodo la Procura Antimafia avrebbe aperto altri 48 fascicoli per delitti precedenti. La questione continua a non essere così chiara e ora Castellaneta dovrà spiegarlo formalmente al prefetto, che attende anche di capire come il numero dei presunti mafiosi sia lievitato fino a oltre 3.500 sospettati. 

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