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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:18

4 rapine in 10 minuti sera di paura a Bari

BARI - Una ordinaria serata di tensione. Quattro colpi in meno di dieci minuti, rapinatori scatenati. È successo nel quartiere Picone: poco prima dell’ora di chiusura la banda ha prima seminato il panico nella Farmacia Internazionale di viale Ennio, per poi saccheggiare le casse del «Simply» all’angolo con via Petrera. Dopo un raid in una tabaccheria lungo il tragitto, i malviventi sono tornati sui loro passi puntando contro «Deca» in via Concilo Vaticano II. Un’azione fulminea
4 rapine in 10 minuti sera di paura a Bari
BARI - Una ordinaria serata di tensione. Quattro colpi in meno di dieci minuti, rapinatori scatenati. È successo nel quartiere Picone: poco prima dell’ora di chiusura la banda ha prima seminato il panico nella Farmacia Internazionale di viale Ennio, per poi saccheggiare le casse del «Simply» all’angolo con via Petrera. Dopo un raid in una tabaccheria lungo il tragitto, i malviventi sono tornati sui loro passi puntando contro «Deca» in via Concilo Vaticano II. Un’azione fulminea, che testimonia quanto la mala barese sia ormai ampiamente «specializzata». Due i rapinatori visti dai testimoni, ma è presumibile che ci fossero uno o più complici, ad esempio alla guida degli scooter utilizzati per i colpi.

ARMI IN PUGNO - All’interno della farmacia, dei market e della tabaccheria i due sono entrati armati, non hanno esitato a puntare le pistole contro la testa di cassieri e clienti (che si trattasse di armi giocattolo o meno è ancora tutto da chiarire). In un caso hanno materialmente prelevato e portato via i registratori di cassa che poi hanno abbandonato al colpo successivo. Quantificare il bottino è ancora in fase di definizione. Rimane la scia di terrore seminata dalla banda che è riuscita a sottrarsi all’arrivo delle forze dell’ordine, chiamate forse con lieve ritardo a causa dello choc subito da dipendenti dei negozi rapinati, clienti e passanti.

IN AUMENTO - È un fenomeno in aumento, negli ultimi anni, complice una crisi economica che ha visto reclutare numerosa «manodopera» nelle file del crimine. Secondo i dati diffusi proprio sabato nell’ambito della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto della Corte d’Appello, nel periodo luglio 2013/giugno 2014 a Bari sono state denunciare 1.316 rapine, nel periodo precedente (luglio 2012/giugno 2013) erano 1.234. Un tipo di reato che spaventa anche più del furto in appartamento o dello scippo (delitti che pure sono tristemente in aumento), perché la presenza delle armi e l’incombere di malviventi a volto coperto è un’insidia ingovernabile, una variabile pericolosissima.

LA PAURA DELLA GENTE - Ed è proprio questo tipo di «paura» che rende la città insicura, posto che negli ultimi tempi Bari si sta mostrando particolarmente minacciata sul fronte della sicurezza, tra clan che hanno ripreso a sparare, teppisti a spasso e malavitosi inclini a fare a botte. Un periodo difficile, che la gente comune sta probabilmente percependo più delle cosiddette «istituzioni », in maniera più viscerale e inquieta rispetto alla necessità di analizzare e contestualizzare, propriamente istituzionale. Di fatto più di qualche vittima di reato decide di non denunciare a causa della sfiducia nella risposta re pressiva.

LA «FESTA» DI LIBERA - Ecco perché si arricchisce di significati la «festa» che l’associazione «Libera» sta celebrando in questi giorni a Bari, una sorta di compleanno all’insegna dell’impegno: l’associazione di don Luigi Ciotti nasceva infatti 20 anni fa, con la sua carica dirompente di vera antimafia sociale. Dopo una serie di eventi, dibattiti, spettacoli, incontri e approfondimenti, oggi pomeriggio al Fortino, arriva il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. «Antimafia in un’ora», il titolo del dibattito cui daranno vita il capocronista della Gazzetta Carmela Formicola, il capo della redazione barese di Repubblica, Stefano Costantini, e quello del Corriere del Mezzogiorno, Maddalena Tulanti. Con Bubbico anche il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Maurizio Carbone e il prefetto Antonio Nunziante.

IL RICORDO DI FLORIAN MESUTI - Domani, invece, giornata finale con don Luigi Ciotti. Appuntamento alle 19 al Redentore, chiesa-presidio in un rione difficilissimo quale il Libertà. «Prevenire la mafia: minori e criminalità» è il tema dell’incontro, al Redentore non a caso, «un luogo scelto perché, nonostante la sua vicinanza al centro cittadino, viene spesso considerato la più lontana delle periferie», spiegano gli organizzatori. Ad accogliere don Ciotti, tra gli altri, il referente regionale di Libera, Alessandro Cobianchi, il sindaco Antonio Decaro, il giudice Michele Parisi e Brucela Mesuti, sorella di Florian, il cittadino albanese ucciso (a poche centinaia di metri dalla chiesa del Redentore) per avere sgridato un ragazzino di mala. (red.cro.)

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