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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 10:29

Docente barese truffò risparmiatori no a patteggiamento

BARI – Non c'è accordo sulla proposta di patteggiamento della professoressa Caterina Coco, ex docente di materie finanziarie all’Università degli Studi di Bari, accusata di decine di presunte truffe ai danni di risparmiatori. Gli avvocati Maurizio Giannone e Andrea Di Comite, difensori della donna, avevano proposto un patteggiamento che non ha trovato d’accordo la Procura, la quale aveva calcolato una pena non inferiore ai quattro anni di reclusione
Docente barese truffò risparmiatori no a patteggiamento
BARI – Non c'è accordo sulla proposta di patteggiamento della professoressa Caterina Coco, ex docente di materie finanziarie all’Università degli Studi di Bari, accusata di decine di presunte truffe ai danni di risparmiatori. Gli avvocati Maurizio Giannone e Andrea Di Comite, difensori della donna, avevano proposto un patteggiamento che non ha trovato d’accordo la Procura, la quale aveva calcolato una pena non inferiore ai quattro anni di reclusione.

L'ex docente risponde di truffa aggravata per oltre 5 milioni di euro, falso ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Lunedì prossimo, quindi, si tornerà in aula dinanzi al gup Sergio Di Paola per proseguire l’udienza preliminare al termine della quale il giudice deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio. La professoressa Coco, secondo il pm Giuseppe Dentamaro e l’aggiunto Anna Maria Tosto, avrebbe intascato milioni di euro con la promessa di investimenti redditizi in falsi titoli bancari, spacciandosi per promotore finanziario senza averne l’abilitazione.

Nei suoi confronti pende inoltre un procedimento parallelo per reati fiscali che sarà discusso il prossimo 25 marzo. Stando ai calcoli della Procura avrebbe evaso l’imposta per complessivi 1,2 milioni di euro dal 2007 al 2011. Si tratterebbe del denaro indebitamente sottratto ai risparmiatori e non dichiarato al fisco. Nell’ambito di questa indagine la professoressa Coco è stata arrestata nel marzo 2013 e rimessa in libertà dopo 20 giorni di carcere e due mesi di domiciliari.

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