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Sabato 18 Novembre 2017 | 07:37

Turni massacranti al pronto soccorso flash mob a Bari

BARI – Un flash mob per sensibilizzare i cittadini sui "turni massacranti" cui sono "costretti gli operatori sanitari" a causa dei "tagli indiscriminati che il governo nazionale ha imposto alle Regioni sui posti letto e sugli ospedali". E’ quanto ha organizzato davanti all’ingresso del pronto soccorso del Policlinico di Bari la Cgil, nell’ambito di una campagna nazionale con cui il sindacato chiede provocatoriamente ai cittadini se sono "sicuri di farsi curare da personale stressato"
Turni massacranti al pronto soccorso flash mob a Bari
BARI – Un flash mob per sensibilizzare i cittadini sui "turni massacranti" cui sono "costretti gli operatori sanitari" a causa dei "tagli indiscriminati che il governo nazionale ha imposto alle Regioni sui posti letto e sugli ospedali". E’ quanto ha organizzato davanti all’ingresso del pronto soccorso del Policlinico di Bari la Cgil, nell’ambito di una campagna nazionale con cui il sindacato chiede provocatoriamente ai cittadini se sono "sicuri di farsi curare da personale stressato".

Per il coordinatore della Fp Cgil Puglia, Antonio Mazzarella, i tagli del "governo nazionale si sono riverberati sull'assistenza: in Puglia a causa del Piano di rientro sono stati chiusi 22 ospedali e tagliati 2.200 posti letto senza che sia stata prima potenziata la medicina del territorio Case della salute, Poliambulatori distrettuali, Studi dei medici di famiglia sono rimasti solo sulla carta". "Il blocco del turnover e delle assunzioni – aggiunge – ha causato in Puglia la perdita di 3.000 posti di lavoro".

Per Mazzarella, piuttosto che tagliare "bisogna attaccare le vere fonti di spreco: acquisizioni di beni e servizi da privati costose ed improduttive, estesi anche alla assistenza diretta dei pazienti; la spesa farmaceutica che vede la Puglia ai primi posti per numero di ricette, acquisto di tecnologie in seguito sottoutilizzate, apparati amministrativi spesso inefficienti anche per la carenza di personale non apicale. Il "caos nei pronto soccorso – sottolinea – non c'entra con il picco dell’influenza a causa della riduzione delle vaccinazioni" ma ha a che fare "con una politica malata che chiede alle Regioni quattro miliardi di risparmi". La pensa così anche un infermiere che lavora da "11 anni al Policlinico di Bari: siamo arrivati - racconta – a 100mila prestazioni annue. I turni sono massacranti, vediamo 300-400 persone al giorno. Siamo davvero stressati".

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