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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:54

Bari, soldi a nero in corsia per un test non autorizzato «Striscia» incastra medico

di NICOLA PEPE
BARI - Nuovo caso scoperto dalle telecamere nascoste di «Mingo» dopo il cardiologo del Di Venere. Un gastroenterologo del San Paolo eseguiva test del respiro, prestazione non autorizzata dalla Asl. Si faceva pagare 40 o 50 euro senza fare ricevuta: «Con me paghi solo la metà». Il manager della Asl: atto illegittimo, indagine disciplinare. Dubbi su intese con privato per vendita del farmaco (ritirato dal commercio) ed esami di laboratorio
ARCHIVIO - Visite a nero in ospedale, «Striscia» becca un cardiologo
Bari, soldi a nero in corsia per un test non autorizzato «Striscia» incastra medico
NICOLA PEPE
BARI - Ci risiamo con i medici pubblici che si fanno pagare a nero dai pazienti per evitare le code del Cup o le attese. Ancora una volta, nel giro di qualche settimana, a scoprire un caso di un camice bianco infedele, sono stati gli inviati di Striscia la Notizia. Dopo il cardiologo del Di Venere che chiedeva 50 euro per fare un elettorcardiogramma (evitando le liste di attesa e i costi più alti del Cup), mel mirino del tg satirico di Antonio Ricci è finito un gastroenterologo dell'ospedale San Paolo. Parliamo sempre della Asl Bari.

Cosa faceva questo medico? Secondo quanto avrebbe scoperto l'ineffabile Mingo - documentando tutto con le immagini girate dalle telecanere nascoste dei "ganci" di Striscia fintisi malati  - il dottor V.M. si faceva pagare dai pazienti esterni all'ospedale l'esecuzione di un test per la ricerca di un batterio nell'intestino (helicobacter). In cambio di 40 (o 50 euro) - ovviamente incassati senza rilasciare ricevuta e facendosi sucdi di un fantomatico risparmio in caso di richiesta tramite Cup - il medico eseguiva il test che consiste nel soffiare in una provetta dopo aver masticato una pillola di un farmaco che serve a marcare il batterio. 

Peccato che quel tipo di test non può essere fatto al San Paolo (con la tecnica della espirazione si fa solo al Policlinico) perchè non rientra tra le prestazioni eseguite dalla struttura ospedaliera. Insomma, non solo prendeva soldi - a nero - ma di fatto utilizzava la struttura pubblica in cui lavora per questioni... personali. Dopo il prelievo, il medico inviava la risposta via mail dopo aver fatto eseguire l'esame in un laboratorio esterno all'ospedale.

Ciò farebbe supporre, quindi, a un accordo con un privato per eseguire gli esami - serve uno spettrometro di massa per fare il test - e resta da chiarire la provenienza del farmacio visto che non è dispensato dall'ospedale  e peraltro, da quanto si è appreso, sarebbe stato recentemente ritirato dal commercio (fino ad esaurimento scorte).

Gli inviati di Striscia hanno fatto il blitz al'ospedale di Terlizzi dove il medico presta la sua attività nell'ambito del ruolo svolto all'interno della Asl. A Mingo, che ha persino mostrato al professionista su un tablet le immagini girate (si vede mentre intasca i soldi), il dottore ha negato tutto e si è giustificato sostenendo che si fa rimborsare solo il kit per il test. Inutile dire che il medico, «marcato» stretto da Mingo che lo inseguito per le scale, si è poi barricato all'interno del suo reparto.

Il test, come già detto,  al San Paolo non si può eseguire perchè, come ha spiegato il neo direttore generale dell'Asl Bari, Vito Montanaro cui sono state mostrate le immagini in attesa della messa in onda del servizio, quella prestazione non è prevista e, ove possibile, è comunque l'ospedale che provvede alla fornitura del farmaco o del kit. Nessun maneggio di soldi, insomma. Da qui l'annuncio di conseguenti provvedimenti disciplinari anche se la vicenda avrà indubbiamente uno strascico esterno viste le ovvie implicazioni di carattere penale.

Si è appreso, inoltre, che in Asl era arrivata una denuncia anonima che riguardava alcuni affissioni pubblicitarie abusive all'interno dei presidi ospedalieri di Terlizzi e Molfetta che riguardavano lo stesso test, sia pure per questioni legate al dimagarimento. Non vi sono certezze, per ora, sui legami tra i due episodi ma sorge qualche dubbio sul coinvolgimento di qualche soggetto interessato a smaltire le scorte del farnaco o eseguire gli esami. Insomma, gli spunti di approfondimento non mancano.

Sempre per le prestazioni «a nero», un mese fa fu sospeso dall'Asl un cardiologo del Di Venere sorpreso ancora una volta dai «ganci» di Striscia la Notizia mentre incassava soldi in ospedale, infischiandosene delle regole che prevedono il pagamento della prestazione al Cup. In queste ore, la commissione di disciplina della Asl dovrebbe infliggere la sanzione definitiva al professionisti, finito comuque al centro di una indagine avviata dai Carabinieri del Nas.

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