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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:21

Amtab, 2mila assenze per permessi sindacali

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Il blitz di Capodanno del sindaco Decaro è servito a scovare la bellezza di 164 assenze (tutte legittime, per carità, tutte con le dovute pezze di appoggio, tra legge 104 e malattie conclamate) nella notte di San Silvestro, tra cui le assenze di 109 autisti (su poco più di 300 in organico) ai quali si sono aggiunti gli addetti a sosta e officina
ARCHIVIO - Assenteismo: pm Bari indaga sull'Amtab
Amtab, 2mila assenze per permessi sindacali
NINNI PERCHIAZZI
BARI - Bari come Roma. In Puglia il personale dell'Amtab, nella Capitale gli agenti della Polizia municipale: il comune denominatore è l'assenteismo. L'arroganza di violare le regole e di rivendicare i propri presunti diritti, in barba al senso di responsabilità e al rispetto di regole istituite per chi comprende l'importanza di avere un lavoro.

Ora, in attesa degli esiti di un'indagine della magistratura barese sulle passate gestioni dell'azienda, emergono i primi riscontri del controllo interno avviato dal socio unico dell’Amtab, il Comune di Bari. Ecco quindi lo sproposito di ben 2.025 giornate di permesso sindacale (sono state utilizzate tutte quelle consentite dalla legge), fruite dai rappresentanti dei lavoratori forse più difesi del Paese. Infatti sono 9 le sigle sindacali presenti nell'Amtab. Con un'ulteriore chicca: è stato accertato che alcuni sindacalisti sono in permesso sempre di sabato.

Il blitz di Capodanno del sindaco Decaro è servito a scovare la bellezza di 164 assenze (tutte legittime, per carità, tutte con le dovute pezze di appoggio, tra legge 104 e malattie conclamate) nella notte di San Silvestro, tra cui le assenze di 109 autisti (su poco più di 300 in organico) ai quali si sono aggiunti gli addetti a sosta e officina.

Tali cifre, secondo i bene informati, rappresentano un record assoluto dell'azienda trasportistica locale e in parte possono spiegare inefficienze e carenze, che inevitabilmente e inesorabilmente si riverberano sui servizi e sui cittadini incolpevoli.

Potremmo parlare all'infinito di linee da rivisitare, orari da rispettare, parco mezzi da rinnovare e contributo chilometrico regionale da adeguare. O meglio ancora: di gestione pubblica o privata. È però tutto inutilese prima non si dà un chiaro segnale, punendo furbizie più o meno legali e legalizzate. Voltare pagina è necessario per poi non dover piangersi addosso.

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