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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:33

Puglia, pesano 72 società sul bilancio della Regione

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Sono otto le società partecipate o dalla Regione, ma la cifra sale a 72 se si considerano anche i 5 enti di diritto privato controllati e i 59 enti pubblici vigilati. A ben vedere, però, tra gli oltre 3.900 dipendenti della Regione il tasso medio di assenteismo dal lavoro non ha mai superato il 20% nel corso del 2013. È quanto emerge spulciando i dati diffusi nell’area «trasparenza» sul sito della Regione. Ecco una mappa delle società o enti che fanno capo alla Regione Puglia
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Puglia, pesano 72 società sul bilancio della Regione
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Sono otto le società partecipate o dalla Regione, ma la cifra sale a 72 se si considerano anche i 5 enti di diritto privato controllati e i 59 enti pubblici vigilati. A ben vedere, però, tra gli oltre 3.900 dipendenti della Regione il tasso medio di assenteismo dal lavoro non ha mai superato il 20% nel corso del 2013. È quanto emerge spulciando i dati diffusi nell’area «trasparenza» sul sito della Regione. Ecco una mappa delle società o enti che fanno capo alla Regione Puglia.

SOCIETA’ PARTECIPATE  - La prima è l'Acquedotto Pugliese, partecipata al 100% dalla Regione: sui Bilanci della Regione dell'ultimo triennio ha gravato per oltre 40 milioni di euro (43,7 nel 2013), vedendo drasticamente ridotti i risultati di bilancio: è passata dai 39,9 milioni del 2011 ai 14,8 del 2012.

Anche Aeroporti di Puglia, di cui la Regione è azionista al 99,4%, ha comportato oneri sul Bilancio della Puglia per 23 milioni (dati 2012), ma nel contempo ha migliorato i risultati di bilancio passando nello stesso anno a oltre 1 milione di euro.

Quindi InnovaPuglia, la società in house chiamata a gestire la centrale unica di acquisto della Regione: gli oneri a carico del Bilancio della Regione sono raddoppiati nel giro di un anno (dai 25,4 milioni del 2011 ai 54,2 del 2012), ma sono migliorati anche i risultati di bilancio della società (oltre 311mila euro nel 2012).

Decisamente incrementati anche i costi dell'altra società in house della Regione, Puglia Sviluppo spa: nel 2011 gravava sul Bilancio per poco più di 5 milioni, un anno dopo ha comportato un esborso dalla casse pubbliche di 44,8 milioni, mentre sui risultati di bilancio ha registrato un decremento di oltre 50mila euro (dai 337mila del 2011 ai 281mila del 2012).

È una controllata della Regione anche la srl Puglia Valore Immobiliare, chiamata a gestire il patrimonio edilizio: anche in questo caso gli oneri sono lievitati nel biennio 2011-2012, passando da 115mila a 190mila euro, a fronte però di un netto miglioramento delle passività (dai -68mila del 2010 ai +2.500 del 2012).

Quindi le due società di trasporto pubblico locale di cui la Regione è azionista, Stp Brindisi (33,3%) e Stp Terra d'Otranto (29,1%): nel primo caso, a fronte di oneri irrisori (poco più di 70 mila) euro, è stato dimezzato il deficit di bilancio (da 1,7 milioni di passività a -818mila euro); nel secondo vi è stato un netto decremento degli oneri a carico della Regione (da 1,2 milioni a poco più di 68mila euro), con un bilancio della spa riportato in attivo nel giro di due anni: dai -3,8 milioni del 2010 si è passati a +37mila.

Infine la spa Terme di Santa Cesarea, controllata al 50,4%: a fronte di zero oneri a carico del Bilancio sino al 2012, i conti della società continuano ad essere in rosso (-480mila euro nel 2012).

ENTI CONTROLLATI - Cinque, invece, gli enti di diritto privato controllati dalla Regione (quattro Fondazioni culturali e un Istituo di ricerche). La più pesante per le casse pubbliche è l'Apulia Film Commission: dai 4,9 milioni del 2011 è passata ad assorbire dal Bilancio regionale oltre 6 milioni di euro, realizzando risultati di bilancio decisamente impennati in un anno: dai 191mila euro del 2011 è passata a chiudere l'esercizio 2012 con 2,4 milioni di euro.

Decuplicato l'impegno della Regione anche per la Fondazione Notte della Taranta: dai 100mila euro del 2011 si è passati ad un onere sul Bilancio per oltre 1 milione di euro nel 2012: i risultati di esercizio della fondazione, invece, sono passati dai quasi 100mila euro del 2010 ad appena 10mila euro del 2012.

Incrementato di 100mila euro, tra il 2011 e il 2012, anche l'impegno finanziario della Regione per la onlus Fondazione Paolo Grassi (da 562mila a 664mila euro), mentre è rimasto pressocché stabile (da 227mila a 264mila euro) l'onere sul Bilancio della Regione della Fondazione Pino Pascali.

Infine l'Ipres, l'Istuto pugliese di ricerche economiche e sociali: alla collettività è costato oltre 366mila euro nel 2011 e 453mila euro nel 2012, portando a casa però una drastica riduzione del deficit: dai -288mila euro del 2011 si è passati ai quasi -34mila del 2012.

ENTI VIGILATI - Sono ben 59, infine, gli enti pubblici vigilati dalla Regione. Ne citiamo solo i più importanti, a cominciare dall'Arif, l'agenzia per le attività irrigue e forestali: 30,6 milioni l'onere a carico della Regione (erano 38,2 nel 2011), con risultati di bilancio migliorati di 600mila euro tra il 2011 (1,3 milioni) e il 2012 (1,9 milioni).

Quindi l'Adisu (Agenzia regionale per il diritto allo studio): è costata al Bilancio oltre 9,1 milioni di euro nel 2013 (poco più di 8 milioni nel 2012); Pugliapromozione (3,8 milioni di oneri nel 2013) è riuscita a passare in un biennio da un risultato di esercizio per poco più di 75mila euro (2011) a ben 3,2 milioni (2012); l'Arem (l'agenzia regionale per la mobilità) ha pesato per 200mila euro in meno sulle casse pubbliche nel 2013 (1 milione e 37mila euro) rispetto al 2012 (1 milione e 296mila euro).

Decisamente più corposo l'impegno della Regione per l'Arpa (l'agenzia per l'ambiente): 6,6 milioni di euro nel 2012 rispetto agli 8,1 milioni del 2011, mentre è rimasto invariato nel biennio l'onere sul Bilancio dell'Ares (l'agenzia regionale per la sanità): 3,5 milioni di euro. Risultati di esercizio incrementati, seppur di poco, anche per l'Arti (l'Agenzia per la tecnologia e innovazione), che ha pesato sulle casse pubbliche per 684mila euro nel 2012 e 855mila euro nel 2011.

Ha pesato sulle casse pubbliche per oltre 4 milioni di euro nel 2013 l'Autorità di Bacino, con risultati di bilancio in netto miglioramento, ma negli enti pubblici vigilati rientrano anche le tre Autorità portuali, le sei Aziende sanitarie provinciali (oltre alle due aziende ospedlaiero-universitarie) e i due Irccs pubblici.

Quindi il capitolo più scottante: quello dei Consorzi di Bonifica: i risultati di esercizio peggiori, com'è noto, sono per il consorzio Arneo (-41 milioni nel 2012), quello di Stornara e Tara (-37 milioni) e Terre d'Apulia, con oneri complessivi sulle casse pubbliche per oltre 40 milioni di euro nel biennio 2011-2012. Hanno pesato decisamente meno i cinque Consorzi industriali (Asi), con la performance peggiore per quello di Bari (-2,5 milioni a chiusura del 2012).

Deficit noto anche quello della Fiera del Levante (-3,1 milioni nel 2012, coperti dai 3,5 milioni a carico della Regione), mentre ha «pesato» per 6,1 milioni il Teatro Pubblico Pugliese.

Oneri più bassi per le casse pubbliche da parte degli Iacp (gli Istituti delle case popolari), oggi divenuti Arca (Agenzie per l'abitare), ma tra gli enti controllati a carico della regione vi rientra anche l'Istituto Zooprofilattico di Foggia (oltre 20 milioni il costo per il Bilancio pubblico).

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