Cerca

Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:33

Eterologa gratis al via anche in Puglia ma non per tutti

BARI - La fecondazione artificiale entra ufficialmente tra le prestazioni garantite dal sistema sanitario regionale. Anche la Puglia si allinea dunque al via per l’eterologa, raggiungendo le altre Regioni che all’indomani della sentenza della Consulta hanno sbloccato la procreazione assistita con donatore esterno alla coppia. Nell’ultima riunione del 2014 la giunta regionale ha infatti approvato la delibera
Eterologa gratis al via anche in Puglia ma non per tutti
BARI. La fecondazione artificiale entra ufficialmente tra le prestazioni garantite dal sistema sanitario regionale. Anche la Puglia si allinea dunque al via per l’eterologa, raggiungendo le altre Regioni che all’indomani della sentenza della Consulta hanno sbloccato la procreazione assistita con donatore esterno alla coppia. Nell’ultima riunione del 2014 la giunta regionale ha infatti approvato la delibera che riorganizza l’accesso alle prestazioni di procreazione medicalmente assistita.

La Puglia ha recepito in toto le indicazioni della Conferenza delle Regioni: le prestazioni (salvo il ticket che varia dai 400 ai 600 euro) saranno a carico del sistema sanitario pubblico ma solo per le donne di età inferiore a 43 anni, e fino ad un massimo di tre tentativi totali. Tutte le altre donne, o chi vorrà ritentare il trattamento, dovrà pagarlo di tasca propria (dai 2.000 ai 4.500 euro). Il contributo regionale per la Pma, introdotto con il bilancio dello scorso anno, verrà erogato fino al 31 marzo. Sarà invece gratuito tutto il percorso della donazione, che prevede uno screening generale molto stringente.

Si apre dunque la fase operativa, che passa anche attraverso l’accreditamento delle strutture private: un nuovo business che nel resto d’Italia è già esploso, visto che le richieste sono tante e le attese superano ormai l’anno abbondante.
In Puglia i centri pubblici per il momento sono soltanto tre: Policlinico di Bari (già pronto), Conversano e Nardò (operativi ma su altre tecniche). Poi ci sarà, appunto, il prevedibile interesse delle undici cliniche private specializzate, alcune delle quali teatro negli scorsi anni di vere e proprie truffe al sistema sanitario per i rimborsi sulla procreazione assistita (a Bari è in corso un processo ai responsabili di quattro di queste strutture). In più, alcune associazioni di ispirazione cattolica hanno segnalato casi in cui cliniche private offrivano alle coppie anche la possibilità di accedere all’eterologa, anche se poi le prestazioni venivano erogate materialmente all’estero.

Tuttavia la Regione ha previsto una procedura specifica per concedere l’autorizzazione alla eterologa, procedura da concludere entro il 30 marzo: i privati dovranno dimostrare anche il possesso di una serie di requisiti di qualità. Fino al 9 aprile 2014, data della sentenza 162 della Corte Costituzionale, in Italia la fecondazione eterologa era infatti proibita: chi decideva di ricorrere a questa tecnica era dunque costretto ad emigrare, con costi enormi.
E dopo la Consulta il governatore Nichi Vendola sul punto era stato categorico: «Finalmente si volta pagina - aveva detto -, dopo anni di oscurantismo e di medioevo. Si volta pagina perché le Regioni semplicemente applicano una sentenza della Corte Costituzionale che cancella il divieto di ricorso all'eterologa. Emerge la consapevolezza che i diritti delle persone non possono essere subordinati a una morale confessionale o a una ideologia di Stato. Si volta pagina perché la vita reale e gli individui in carne e ossa non possono essere prigionieri di quei fondamentalisti nostrani che hanno impugnato la religione come un codice del “sorvegliare e punire” imponendo al legislatore vincoli e prescrizioni che il giudice supremo ha giudicato lesivi di principi fondanti della nostra convivenza. Ora si tratta di garantire l'effettività di un diritto e accogliere nella platea dei livelli essenziali di assistenza anche il ricorso a questa tecnica di fecondazione assistita».

In sei mesi il sistema sanitario nazionale si è riorganizzato, ed in alcune regioni (a partire dalla Toscana) le strutture pubbliche sono già attive da tempo: una coppia su 10, secondo gli ultimi dati disponibili, proviene dalla Puglia. Secondo alcune stime di settore, potrebbero essere circa 1.500-2.000 all’anno le coppie pugliesi interessate alla fecondazione eterologa, al momento tutte dirottate verso centri di fuori regione. D’altro canto, però, il Policlinico di Bari dovrebbe essere pronto a partire entro poche settimane. [m.s.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione