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Giovedì 23 Novembre 2017 | 21:38

Giovane pestato in strada per movida impazzita a Bari La famiglia: stop show il 31 Ragazza anche rapinata Il sindaco chiede scusa e detta le «condizioni» ai gestori Vd 1: il rave / Vd 2: i rifiuti

di NICOLA PEPE
BARI - Assenza di vigilanza, superficialità, carenze del sistema di sorveglianza: sono alcuni dei capisaldi dell'azione legale che la famiglia del giovane pestato la sera della Vigilia di Natale intende avviare, dopo denuncia-querela nei confronti dei responsabili dell'aggressione, anche per soggetti pubblici e privati (dunque, anche il Comune). Musica sparata ad alto volume, migliaia di giovani (molti minorenni) sommersi da fiumi di alcol, una zona franca per spacciatori vista la totale assenza di forze dell'ordine. La famiglia: locali chiusi e stop show il 31. Botta e risposta Sisto-Decaro. Per mercoledì, il sindaco  («per me movida non c'entra») ha annunciato la linea dura. Circa il pestaggio del 24 nessun testimone, nessun video consegnato alle forze dell'ordine o fatto girare: eppure c'erano centinaia di persone. Il giallo delle telecamere di sorveglianza. Acquisiti alcuni filmati anche di locali privati. Il video racconto-choc del ragazzo
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IL REPORTAGE: Bari, pestato a sangue nella movida impazzita
Giovane pestato in strada per movida impazzita a Bari La famiglia: stop show il 31 Ragazza anche rapinata  Il sindaco chiede scusa e detta le «condizioni» ai gestori Vd 1: il rave / Vd 2: i rifiuti
di NICOLA PEPE

BARI - Una citta senza controllo, un ragazzo che ha rischiato la vita in pieno centro per aver difeso una sua amica da un branco di ubriachi. Assenza di vigilanza, superficialità, carenze e incertezze sul sistema di video sorveglianza: sono alcuni dei capisaldi dell'azione legale che la famiglia del giovane pestato la sera della Vigilia di Natale intende avviare attraverso il parlamentare avvocato, Francesco Paolo Sisto, contro quei soggetti pubblici e privati ritenuti responsabili di quanto accaduto.

Una formula ampia che evidentemente non esclude responsabilità da parte del Comune che ha «tollerato» quanto accaduto in corso Vittorio Emanuele. Musica sparata ad alto volume, migliaia di giovani (molti minorenni) sommersi da fiumi di alcol, una zona franca per spacciatori vista la totale assenza di forze dell'ordine. Per non parlare di vigili urbani totalmente assenti da quel tratto di strada che sembrava trasformato in una zona franca. E, paradosso, agenti della Siae (la sede è proprio in corso Vittorio Emanuele, di fronte alla zona del fracasso) erano a spasso in via Argiro per verificare il pagamento del dovuto ai gestori di qualche bar che intrattenevano i clienti con un po' di musica. Sarà presentata denuncia-querela contro i responsabili dell'aggressione, per ora ancora sconosciuti.

IL 31 I LOCALI RESTINO CHIUSI E NIENTE SHOW IN PIAZZA
«Questa è una città sempre insicura, io promuoverò azioni giudiziarie per verificare le responsabilità per difetto di prevenzione, di organizzazione e di repressione senza escludere il dato di chi ha consentito, tollerato se non autorizzato una manifestazione incredibile in cui alcolici e superalcolici venivano venduti a maggiorenni e minorenni senza distinzioni - precisa l'av. Sisto - per non parlare del riferito consumo di droga come la birra all'Oktoberfest. Bastava semplicemente staccare la spina per disperdere questo popolo iper eccitato». E poi aggiunge la proposta della famiglia del ragazzo: «il 31 bisogna abbassare le saracinesche e sospendere ogni tipo di attività prevista (anche il concerto di Vinicio Capossela) per dare un segnale forte senza pannicelli caldi. E' un invito della famiglia di un ragazzo che è stato massacrato, e che nessuno può dire che siamo in condizione di garantire che non accada nulla»

«E' un episodio inquietante - ha detto Sisto - in cui c'è di tutto: c'è la violenza sessuale (la molestia alla ragazza), il reato contro il patromonio (il furto-rapina degli orecchini), il reato contro la persona (la violenza e le lesioni al giovane)». Alla domanda sulla strumentalizzazione politica, Sisto precisa che «qui è il cittadino a pretendere di riappropriarsi dei suoi diritti che intende far valeere di fronte al giudice». Sulle telecamere Sisto ha anche aggiunto che verificherà eventuali responsabilità per le ipotesi di telecamere non funzionanti.

LA LINEA DURA DEL SINDACO
Per mercoledì prossimo, il sindaco Decaro ha annunciato la linea dura per evitare che il pomeriggio di preparazione alla festa in piazza di Fine anno, si trasformi in una nuova bolgia infernale: oggi il primo cittadino ha incontrato i gestori per concordare una forma di divertimento senza eccessi, evitando soprattutto di assistere allo scempio di degrado e rifiuti lasciato dopo una giornata all'insegna di veri e propri rave party. Diversamente non esiterà a chiudere i pub fracassoni senza temere alcuna azione legale.

Dunque, la festa si farà e i locali potranno restare aperti, anche perché i gestori hanno assunto una serie di impegni: rafforzeranno i controlli per evitare la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni, non diffonderanno musica all’esterno ma solo all'interno dei locali a volume controllato e posizioneranno i contenitori per la raccolta dei rifiuti. "Ho comunque il sospetto che quello che è accaduto l’altro giorno, il pestaggio violento di quel povero ragazzo – continua il sindaco – non abbia nulla a che fare con la movida. Comunque aspettiamo gli elementi che ci saranno forniti nei prossimi giorni dagli inquirenti che stanno indagando e che sicuramente hanno acquisito immagini. Mi sento di chiedere scusa a quel ragazzo a nome della città e a nome mio personale – ha detto ancora Decaro – mi dispiace per quello che è accaduto, un ragazzo che vive all’estero, un barese del quale, come tanti come lui, siamo orgogliosi, e che era tornato per festeggiare il Natale con le persone care".

LE RIPRESE DELLE TELECAMERE
In tutto ciò, finora, non una testimonianza nè - come ha affermato il ragazzo in una intervista esclusiva alla Gazzetta on line che ha seguito dalla sera della vigilia gli avvenimenti - nessuno è intervenuto in sua difesa. Un dettaglio non di poco conto che conferma come, nonostante la presenza di centinaia di persone, nessuno abbia mosso un dito per evitare che il ragazzo venisse massacrato e, peggio, nessuno ha fornito un contributo utile alle indagini. Si girano tanti video con i cellulari, vien da chiedersi: possibile che nessuno abbia avuto l'istinto - visto che era lì - di girare quanto stava accadendo?

Altra incognita le telecamere di sicurezza: il pestaggio, a colpi di casco e sedia, è avvenuto proprio sotto una delle telecamere del circuito di sorveglianza cittadina. L'auspicio è che l'impianto funzionasse, perchè diversamente assisteremmo - ancora una volta - al paradosso che a fronte di centinaia di occhi elettronici, tutti si rileverebbero perfettamente inutili vista l'assenza di registrazioni. Sul punto, non è dato sapere ancora l'efficienza o meno dell'impianto di sorveglianza. Intanto, da quanto si è appreso, gli invetsigatori della Polizia avrebbero acqyisito alcuni filmati di telecamere pubbliche e private: si sta lavorando su alcune immagini che potrebbero consentire una svolta alle indagini.

Intanto lunedì, su richiesta del sindaco, il prefetto Antonio Nunziante ha convocato una riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della situazione e pianificare eventuali misure preventive in occasione dell'appuntamento di fine anno: l'obiettivo è evitare gli eccessi e garantire la sicurezza e una sano divertimento collettivo.

“Lunedì -conclude il sindaco- riferirò quanto emerso durante la riunione odierna al Comitato in Prefettura per valutare se emanare l’ordinanza, da me già predisposta, per sanzionare in modo più severo i comportamenti in violazione delle leggi e delle regole di civile convivenza. Non priveremo i baresi e la città della festa del 31 dicembre ma allo stesso tempo ci assicureremo che tutti rispettino le regole e che siano garantiti maggiori presidi da parte delle Forze dell’Ordine”.

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