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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:28

Bari, i mercatini natalizi chiudono per il flop

di LIA MINTRONE
BARI - Domani sbaraccano, cosa di per sé alquanto discutibile, ed il bilancio non è affatto positivo. Grande delusione tra gli ambulanti che hanno aderito al primo mercatino di Natale allestito sulla Muraglia. Per tutti è mancato il protagonista principale, il Natale. Le voci degli operatori: «Non basta fare delle casette bianche per trasmettere il messaggio natalizio». E ancora: «Pagare 900 euro una casetta per diciotto giorni, è un furto»
Bari, i mercatini natalizi chiudono per il flop
di Lia Mintrone

BARI - Domani sbaraccano, cosa di per sé alquanto discutibile, ed il bilancio non è affatto positivo. Grande scontentezza tra gli ambulanti che hanno aderito al primo mercatino di Natale allestito sulla Muraglia. Guadagni dimezzati rispetto all’anno scorso e freddo da battere i denti. D’altronde, quella è notoriamente la parte della città più battuta dal vento. E se c’è la tramontana, come domenica scorsa, è come passeggiare in Lapponia. Per tutti è mancato il protagonista principale, il Natale. «Ma voi dove la vedete qui l’atmosfera di Natale? - ci racconta un’agguerrita Marisa. Lei crea bijoux, sciarpe, cappelli, tutta mercanzia fatta a mano. - Non basta fare delle casette bianche, che peraltro non ci hanno mai addobbato come promesso, per trasmettere il messaggio natalizio e per essere attrattivi. Ma gli organizzatori hanno mai visitato un mercatino del nord Italia o europeo? Dov’è la suggestione? Perché la gente avrebbe dovuto arrampicarsi sin qui sfidando il vento e il freddo? Molti si sono fermati giù in piazza. E poi, pagare 900 euro una casetta per diciotto giorni, è un furto. Avevamo chiesto una proroga fino al 6 gennaio e, invece, andiamo via domani. Non conviene venire qui, meglio altrove».

Continuiamo ad arrampicarci sulla muraglia e le reazioni sono le stesse. «Gli anni che eravamo in Piazza del Ferrarese o su Corso Vittorio Emanuele sono andati benissimo - commenta un altro ambulante di Ruvo, famoso per i suoi legumi, l’olio e tutti i prodotti fatti in casa - Questo è l’anno peggiore, i nostri guadagni sono da ridere. È stata sbagliata la location, i miei clienti storici hanno rinunciato, come possono portarsi le taniche piene di olio se qui le macchine non possono arrivare? Ho venduto solo se potevo garantire il domicilio. E, poi, il freddo è stato un forte deterrente, anche se abbassiamo le finestre laterali si battono i denti, perché una persona dovrebbe venire a spendere qui? Per ammalarsi?».

Sulla Muraglia la vista è incantevole, dietro alle casette svettano le cime delle palme, e poi il mare, le barche. «Tutto bellissimo, certo, ma quando fa caldo e c’è il sole. Abbiamo visto dei tramonti bellissimi, ma non siamo venuti qui per questo», dicono due dolcissime signore che dividono una casetta siamese a 750 euro l’una e vendono ceramiche. «È mancato tutto, una giusta e attraente illuminazione, degli eventi che portassero la gente fin quassù. Durante la settimana ci siamo girati i pollici, abbiamo lavorato solo nei week end, clima permettendo. Con la tramontana di domenica scorsa la gente scappava». E come dargli torto? La loro postazione si affaccia sul Fortino, peraltro spento di sera, noto crocevia di venti. Loro, infatti, sono coperte come due matrioske. Ma i crocieristi si sono visti? E quelli della provincia? «Nessuno - ci dicono all’unisono- Né i crocieristi , perché non li hanno portati, né i russi venuti per San Nicola. Abbiamo visto solo i baresi che hanno sfidato il freddo». Insomma, per gli addetti ai lavori è stato un flop. Tutto previsto per la Confesercenti. «Organizzare delle casette, sebbene più curate degli altri anni, non significa creare un’attrazione per la città - commenta il presidente, Benny Campobasso - Qui è mancata un’idea globale del Natale, cosa offriamo per attrarre visitatori da fuori? Guardate cosa hanno fatto a Salerno con le loro luminarie, in questo periodo riuscire a trovare un posto per dormire è impossibile. Quella è strategia turistica e business, qui manca una visione d’insieme».

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