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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:24

Alta Capacità Bari-Napoli ai primi del 2015 partirà il cantiere Apice-Orsara «Dal 2022 in 3 ore Bari-Roma»

AVELLINO – Nei primi mesi del 2015 partiranno i cantieri per la realizzazione della tratta Apice-Orsara della linea ferroviaria di Alta Capacità Napoli-Bari. L’annuncio a Grottaminarda (Avellino) nel corso del tavolo tecnico organizzato dalle Ferrovie dello Stato, alla presenza dei presidenti delle regioni Campania e Puglia, Stefano Caldoro e Nichi Vendola.
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Alta Capacità Bari-Napoli ai primi del 2015 partirà il cantiere Apice-Orsara «Dal 2022 in 3 ore Bari-Roma»
AVELLINO – Nei primi mesi del 2015 partiranno i cantieri per la realizzazione della tratta Apice-Orsara della linea ferroviaria di Alta Capacità Napoli-Bari. L’annuncio è stato dato a Grottaminarda (Avellino), nel cui territorio è stata localizzata la Stazione Hirpinia, nel corso del tavolo tecnico organizzato dalle Ferrovie dello Stato, alla presenza dei presidenti delle regioni Campania e Puglia, Stefano Caldoro e Nichi Vendola.

L'amministratore delegato di Fs, che il governo ha nominato commissario per la realizzazione dell’opera, Michele Mario Elia, ha sottolineato “la rinata attenzione nei confronti del Mezzogiorno attraverso la realizzazione di infrastrutture che Ferrovie hanno sempre sostenuto: la Napoli-Bari -ha aggiunto Elia-, insieme alla Salerno-Reggio Calabria e al collegamento ferroviario Messina.Catania-Palermo, costituiscono un chiaro segnale in questa direzione”.

Il governatore della Campania ha dal canto suo valorizzato “il lavoro comune con la regione Puglia e il presidente Vendola”.   “E' una buona notizia, in controtendenza rispetto alla drammatica condizione economica e sociale del Paese e in particolar modo del Mezzogiorno”, ha commentato Vendola. Il governatore della Puglia, valorizzando a sua volta la sinergia con la regione Campania, ha quindi sottolineato “il valore straordinario della Napoli-Bari: si tratta di abbattere il muro invisibile ma pesantissimo che separa il Tirreno dall’Adriatico, modificando l’attuale movimentazione delle merci in tutto il Mediterraneo, che così diventa un mare importante tra Europa e Oriente”.

Vendola ha anche ricordato che a proposito della definizione del tracciato, insieme a Caldoro, le due regioni “hanno ragionato con le comunità locali per evitare che la grande opera(il cui costo è stimato in quasi sette miliardi di euro, metà dei quali disponibili, ndr) fosse la solita piramide per celebrare i faraoni: abbiamo guardato alle esigenze dei teritori per consentire alle aree interne di non essere più periferie e ghetti”.

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