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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:41

Ricerca, così la Regione ignora le sue eccellenze

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Ricerca e sviluppo, la Regione Puglia ignora le eccellenze e i progetti di successo baresi. È il grido di dolore e di allarme lanciato da docenti e ricercatori dell’area barese, che chiedono trasparenza in relazione a scelte definite perlomeno incomprensibili in tema di infrastrutture strategiche
Puglia, impegno da 500 milioni
Ricerca, così la Regione ignora le sue eccellenze
NINNI PERCHIAZZI
BARI - Ricerca e sviluppo, la Regione Puglia ignora le eccellenze e i progetti di successo baresi. È il grido di dolore e di allarme lanciato da docenti e ricercatori dell’area barese, che chiedono trasparenza in relazione a scelte definite perlomeno incomprensibili in tema di infrastrutture strategiche.

Pietra dello scandalo e fonte primaria della protesta - giunta alla «Gazzetta» attraverso una lettera - la recente scelta che l’assessorato allo Sviluppo economico della Regione, che su specifica richiesta del Miur (il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca) ha segnalato per la Puglia tre infrastrutture di ricerca strategiche, ignorando «in toto» il capoluogo. Infatti, l’assessorato guidato da Loredana Capone ha indicato due centri di ricerca presenti a Lecce ed uno a Grottaglie (che al momento risulterebbe essere poco più di un’idea) per rispondere alla ricognizione nazionale delle infrastrutture di ricerca maggiormente strategiche, avviata regione per regione.

A fronte delle numerose eccellenze presenti in tutta la Puglia, balza agli occhi come nello stilare la graduatoria siano state ignorate le infrastrutture di ricerca presso l’Università di Foggia (12ª nella classifica degli Atenei e sede di riferimento del Distretto Agroalimentare) e soprattutto dell’area barese. 

«Nel capoluogo regionale è presente uno dei tre Politecnici (insieme a Milano e Torino) sempre al top tra gli atenei italiani nella classifica internazionale “Scimago” sulla qualità della ricerca, oltre all’Università Aldo Moro, ove sono presenti molti gruppi di ricerca di punta in settori strategici (biologia, chimica, fisica, medicina solo per esemplificare e restare negli ambiti ove sono presenti le grandi infrastrutture di ricerca) e a Cnr e Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), enti pubblici di ricerca tra le cui fila operano ricercatori di assoluta visibilità internazionale».

Quindi, viene evidenziato un altro aspetto relativo ai progetti già in fase avanzata, in alcuni dei quali la Regione entra direttamente come «partner», attraverso proprie società controllate. «È maggiormente indecifrabile se non incomprensibile la scelta della Regione di trascurare i numerosi progetti denominati di “Potenziamento Infrastrutturale” e “Smart Cities” in fase di completamento nel capoluogo pugliese: si tratta di progetti finanziati direttamente dal Miur, ognuno dei quali per varie decine di milioni di euro, spesso “multicentrici” (proprio come previsto dalla “declaratoria” sulle infrastrutture di ricerca Ue e in linea con le richieste del Miur)».

Da qui la richiesta a gran voce di chiarezza. «I criteri di selezione utilizzati dalla Regione per la segnalazione al Miur appaiono dunque piuttosto incomprensibili e sicuramente poco trasparenti», incalzano nel loro atto d’accusa i docenti, sottolineando «la fretta, nell’effettuare le scelte, a fronte di scadenze prevedibili», ma soprattutto «il mancato coinvolgimento istituzionale di chi guida e gestisce i grandi centri di ricerca pubblici del territorio e sta conducendo i progetti di largo respiro nazionale e internazionale in Puglia».no strategiaGli operatori della ricerca denunciano pertanto «la mancanza di una strategia “di sistema”, da finalizzare alla promozione della Puglia nel suo complesso, valorizzando quanto esistente e senza steccati tra le diverse province - spesso bacini elettorali dei decisori pubblici – e gli assessorati». «Il potenziamento delle attività di ricerca e sviluppo nelle Regioni ha un impatto rilevante sia sulla crescita del capitale umano - vero motore dello sviluppo della società - sia in via diretta e preferenziale sulla vita dei cittadini, in quanto fruitori diretti o indiretti di nuovi prodotti o servizi: si pensi ad esempio al Fascicolo Sanitario Elettronico, ancora non disponibile per i cittadini pugliesi», affermano ancora. 

Infine, il richiamo all’urgenza di valorizzare al meglio le eccellenze pugliesi nel settore della ricerca. «Oltre che una scelta strategica ed intelligente, è sicuramente anche un dovere morale di salvaguardia e valorizzazione degli investimenti pubblici. Si auspica che la nuova giunta regionale, partendo da quanto di buono già fatto, sappia dare nuovo impulso a organizzazione e gestione delle attività di ricerca, valorizzando le sinergie di sistema e operando in modo trasparente e virtuoso» concludono i docenti e ricercatori dell’area barese.

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