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Sabato 25 Novembre 2017 | 12:34

Il più famoso esorcista della provincia barese «Io che combatto Satana»

di VALENTINO SGARAMELLA
BARI - «Ti ordino, Satana... esci dal corpo del servo di Dio che il Signore ha creato a Sua immagine». Queste parole le abbiamo udite dopo oltre oltre un’ora di preghiere dedicare a un bambino nel cui corpo e nella cui psiche il Maligno sarebbe riuscito ad entrare. Il bambino si dimena e grida mentre riceve la sacra imposizione. Non è una scena tratta dal famoso film «L’esorcista». Padre Vincenzo Togati (foto), l’esorcista lo fa per davvero ogni giorno. Ha ricevuto in tal senso dal Vescovo della diocesi di Monopoli e Conversano una speciale licenza
Il più famoso esorcista della provincia barese «Io che combatto Satana»
di Valentino Sgaramella

BARI - «Ti ordino, Satana... esci dal corpo del servo di Dio che il Signore ha creato a Sua immagine». Queste parole le abbiamo udite dopo oltre oltre un’ora di preghiere dedicare a un bambino nel cui corpo e nella cui psiche il Maligno sarebbe riuscito ad entrare. Il bambino si dimena e grida mentre riceve la sacra imposizione. Non è una scena tratta dal famoso film «L’esorcista». Padre Vincenzo Togati, l’esorcista lo fa per davvero ogni giorno. Ha ricevuto in tal senso dal Vescovo della diocesi di Monopoli e Conversano una speciale licenza scritta del 29 gennaio 1997, che equivale ad un ordine.

Per raggiungerlo bisogna percorrere qualche chilometro lungo la strada tra Castellana ed Alberobello. C’è un’indicazione: contrada Zingarello. In fondo ad una strada un secondo cartello che indica la Chiesa di San Marco. Una chiesetta di campagna immersa nel verde. L’appuntamento è per le 18,30 ma don Vincenzo è ancora impegnato con un bambino di non più di 12 anni. Lo psichiatra ha diagnosticato «agitazione psico-motoria». «Mi perdoni – esce un attimo dalla sacrestia il sacerdote – un po’ di pazienza lo stiamo curando da tempo». La porticina in legno non impedisce al cronista, in quella chiesetta senza fedeli, di assistere alla scena del sacerdote 75enne che si avvicina al bambino armato di un crocefisso e di una stola. Alla fine il piccolo, che sempra abbastanza provato, va via sorretto dal padre.

Ma come fa questo sacerdote mite, dalla voce esile, tutt’altro che possente, a dominare le forze del male? «Paura? – dice sereno - no, la lotta non è fra me e il posseduto ma fra due entità superiori che si servono di noi, cosa dovrei temere?». Facciamo un esempio. Al bambino che è appena andato via, appena nato, «donarono una camicia della fortuna confezionata però da santoni e maghi, diciamo dei sensitivi». Precisa che si tratta di una famiglia perbene, di persone credenti. Tuttavia, un parente frequenterebbe un personaggio che risiede a Macerata, una santona che distribuisce acqua della salute. «Sin dall’epoca del catechismo provo un’avversione nei confronti del peccato», spiega don Vincenzo. Ricorda, ancora, il caso di una donna trentenne a Monopoli. La condussero accompagnata da suo marito. «Un ricordo terribile – dice il sacerdote – servivano tre persone per contenere la sua furia». Contro don Vincenzo un enorme numero di bestemmie, offese, imprecazioni a Dio. La donna disse al sacerdote che agitava il crocefisso: «Io sono Dio». Poi cominciò a fargli proposte: «Se vieni con me ti farò cardinale, avrai ricchezze e potere». In quel momento, don Vincenzo rispose: «Chiunque tu sia, esci da questa creatura». Questi sono solo esempi. Don Vincenzo ammonisce: «Io so per certo che in questo territorio in diverse chiese sconsacrate si tengono riti satanici; un giorno una mamma condusse da me suo figlio che aderiva a una setta ma non vedeva l’ora di andare via».

Andiamo via dalla chiesetta anche noi. Il fascino suggestivo di questo sacerdote, rimane intatto.

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