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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:36

Entro il 16 Tari-Tasi-Imu Natale amaro per i baresi

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Fine anno col botto, anche in provincia di Bari e a tasche dei contribuenti sempre più vuote, mentre la crisi imperversa. Il botto lo fanno, però, tasse e tributi, gabelle e balzelli che i Comuni impongono ai cittadini, anche per effetto dell’attuazione del federalismo fiscale in base al quale lo Stato ha via via assottigliato i trasferimenti agli Enti locali. Ormai, si fa confusione spesso anche sugli acronimi: Tasi, Tari, Imu
Entro il 16 Tari-Tasi-Imu Natale amaro per i baresi
di Ninni Perchiazzi

BARI - Bussano alla porta di casa tutti insieme. E non sono i Re Magi. Anzi. Forse sarebbe giusto paragonarle alle tre Parche della mitologia. Non portano doni, ma vengono solo per prendere se non a depredare. Entro martedì prossimo Tari (prima e seconda rata oppure l'intero tributo), Tasi (in unica soluzione) e Imu (saldo 2014) svuoteranno in modo sostanzioso le tasche degli italiani, ai quali della tredicesima (per chi ha ancora la fortuna di percepirla), resterà ben poco. In ogni caso sarà una bella mazzata per tutti.

Evasione 2.0 - A rischiare l'estinzione è sempre più la famiglia media, l'unica in grado di essere colpita impunemente e con certezza da imposte, tasse e balzelli di ogni genere, mente piccoli e soprattutto grandi evasori continuano a farla franca anche nell'era avanzata del computer. Eppure l'evasione 2.0 non dovrebbe essere una pratica tanto diffusa, per il solo fatto di poter incrociare due-tre banche dati (ne citiamo un paio a caso: agenzia delle entrate, ripartizione Tributi del Comune e catasto) in modo da stanare furbetti e furbastri di professione, che continuano farla franca a danno della maggioranza dei contribuenti onesti. Quelli che anche nel momento della bufera stanno continuando a reggere le sorti del Paese, ma forse alla fine non sopravviveranno alla cura.

Micidiale conto - Il micidiale cocktail impositivo rischia di assestare un colpo letale a quel che resta della fiducia degli italiani sulla ripresa economica e sociale in genere, mentre lo Stivale continua ad essere depredato dalla casta e dai tanti cortigiani tutt'uno col malaffare e la criminalità, affetti dalla bramosia di soldi e potere. Intanto il conto pre natalizio è già bell'e pronto. Ad esempio, una famiglia composta da quattro persone che vive in una casa grande all'incirca un centinaio di metri quadri dovrà sborsare intorno a 400 euro per la tassa rifiuti ed altrettanto, se non di più per la Tasi, la tassa sui servizi comunali indivisibili che si applica solo sull'abitazione principale (aliquota al 3,3 per mille - a Bari tocca la punta massima consentita dalla legge - sul valore della rendita catastale rivalutata). Con un'aggravante. Costerà più dell'Ici pur calcolata su un'aliquota inferiore , in quanto sono scomparse le agevolazioni di fonte governativa e buona parte degli sconti comunali.

Beffa - E anche qui, sul tributo-beffa che di fatto reintroduce l'Imu sulla prima casa, qualcuno ha sollevato questioni di legittimità, oltre che di opportunità: ma se si tratta di una tassa sui servizi al cittadino (pulizia e manutenzione aiuole e strade, asili nido, illuminazione) perché deve essere calcolata su un bene patrimoniale? E chi non possiede un'abitazione come contribuisce a pagare tali servizi? E le attività produttive e commerciali che a Bari sono state esentate dall’imposizione di tale tributo, eppur si lamentano del carico fiscale?Bene ha fatto il sindaco Decaro a pensare di tutelare i ceti meno abbienti affidandosi al reddito Isee - fino a 10mila euro non si paga, fino a 15mila euro si gode dello sconto - che consente una valutazione più obiettiva delle possibilità economiche di un nucleo familiare, ma la Tasi porta in se un difetto di fondo: è una tassa regressiva. In barba a quanto afferma la Costituzione che il sistema tributario è basato su criteri progressivi. In pratica, oltre quota 15mila euro Isee, il calcolo della tassa è il medesimo sia che si guadagni 15mila10 euro sia che si introiti un reddito a 6 zeri. Va da se che il suo impatto sarà differente e più pesante per i meno abbienti e risulterà essere irrisorio per i ceti elevati.

Terzo tassello - Infine c'è il terzo tassello. Occorre versare col famigerato modello F24 il saldo dell'imposta municipale sulla seconda casa. Ed ecco che il pacchetto natalizio è fatto: in totale si sfora quota 1.500-2000 euro, se non oltre, da pagare entro il 16 dicembre. Addio sogni di gloria, viaggi, risparmi, investimenti per il futuro e lo sfizio di un regalo un po' più importante. C'è solo da pagare. E sperare di farcela.Allora, può una famiglia media, magari monoreddito, sopportare tutto ciò? È davvero difficile. E come fa una coppia di pensionati (o magari il solo coniuge superstite) a far fronte a tali spese, dopo aver lavorato una vita per pagare il mutuo, col sogno (trasformatosi in un miraggio) di vivere una terza età senza angosce economiche?

Salasso - Insomma il salasso è servito. Tari, Tasi e Imu, non saranno figure mitologiche come le tre Parche - Cloto, Lachesi e Atropo - che rappresentavano la personificazione del destino, ma hanno perlomeno il potere di togliere il sonno alla maggioranza dei contribuenti onesti qualora non dovessero essere riviste al ribasso e rimodulate in modo da offrire servizi adeguati all’esborso. Intanto si deve pagare e sperare.

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