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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:26

Criminalità in Puglia Nel 2014 raddoppia sfruttamento sessuale

BARI – In Puglia nel 2014 "è raddoppiato il fenomeno di riduzione in schiavitù di donne costrette a prostituirsi", mentre è "in forte crescita" lo sfruttamento di persone obbligate all’accattonaggio: entrambe le modalità coinvolgono "prevalentemente persone di nazionalità romena e bulgara". Sono alcuni dei risultati del progetto della Regione Puglia 'Le Città invisibili', presentato oggi a Bari dall’assessore regionale alla Legalità, Guglielmo Minervini
Criminalità in Puglia Nel 2014 raddoppia sfruttamento sessuale
BARI – In Puglia nel 2014 "è raddoppiato il fenomeno di riduzione in schiavitù di donne costrette a prostituirsi", mentre è "in forte crescita" lo sfruttamento di persone obbligate all’accattonaggio: entrambe le modalità coinvolgono "prevalentemente persone di nazionalità romena e bulgara". Sono alcuni dei risultati del progetto della Regione Puglia 'Le Città invisibilì, presentato oggi a Bari dall’assessore regionale alla Legalità, Guglielmo Minervini, e da alcuni operatori delle cooperative sociali coinvolte.

Per quanto riguarda l’accattonaggio, ricordando la banda criminale sgominata qualche settimana fa a Bari, che sfruttava un gruppo di bulgari, è stato sottolineato che "spesso si tratta di uomini e donne di tra i 50 e i 65 anni, con handicap fisici e psicologici". Sulla tratta per sfruttamento sessuale, invece, gli operatori hanno spiegato che, "nel sud-est barese e in direzione Taranto la prostituzione è raddoppiata: abbiamo incontrato – hanno detto – 187 nuove persone con la nostra unità di strada, in prevalenza romene.

Nella provincia Bat (Barletta-Andria-Trani) i contatti con nuove vittime di sfruttamento sessuale sono stati 210. Anche con donne colombiane, con più di 40 anni, che stanno qui per massimo due settimane e che lavorano per mantenere la famiglia nel paese d’origine". Le prostitute, hanno spiegato, "sono esposte a molti rischi, spesso vittime di violenze e rapine: una romena 22enne è stata rapinata 4 volte in una settimana. E pagano, se lavorano in casa, 300 euro al giorno allo sfruttatore, 150 se lavorano in strada". "Spesso – hanno concluso – lavorano anche se incinte al settimo mese o il giorno dopo aver abortito. Sono molte a contrarre infezioni gravissime che non vengono curate".

"Questi fenomeni – ha commentato Minervini – mettono in luce la rigida e violenta natura criminale della tratta, dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù di esseri umani, per rispondere ad obiettivi di nuove forme di arricchimento dell’economia criminale: a nuove forme di business estremamente redditizio".

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