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Sabato 25 Novembre 2017 | 01:03

Dietrofront a Bari su «Genitore 1 e 2»

di DANIELA D'AMBROSIO
BARI - «Usare una terminologia più ampia come “genitore” non implica il divieto di adoperarne una più specifica come padre o madre. Questo provvedimento fa sì che qualsiasi tipo di famiglia che vada a iscrivere i propri figli a scuola, non si senta discriminata e non viva situazioni di disagio nel compilare un modulo burocratico». Il sindaco, Antonio Decaro, risponde così a cittadini e associazioni che ieri mattina hanno manifestato davanti a Palazzo di Città
Dietrofront a Bari su «Genitore 1 e 2»
di Daniela D’Ambrosio

BARI - «Usare una terminologia più ampia come “genitore” non implica il divieto di adoperarne una più specifica come padre o madre. Questo provvedimento fa sì che qualsiasi tipo di famiglia che vada a iscrivere i propri figli a scuola, non si senta discriminata e non viva situazioni di disagio nel compilare un modulo burocratico». Il sindaco, Antonio Decaro, risponde così a cittadini e associazioni che ieri mattina hanno manifestato davanti a Palazzo di Città, in corso Vittorio Emanuele, a seguito della decisione dell’amministrazione comunale di cambiare la modulistica di iscrizione dei bambini all’asilo, sostituendo il termine madre e padre con genitore 1 e genitore 2.La storia ha già sollevato diverse polemiche nei giorni scorsi: contro la decisione della giunta Decaro si sono schierati forum delle famiglie, mondo cattolico e opposizioni, con in testa i consiglieri e i dirigenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Tante lettere all’indirizzo del sindaco chiedendo la revoca immediata della delibera: «I bambini sono l’anello più debole e indifeso di questa assurda catena di montaggio dei desideri scambiati per diritti che, purtroppo, a Bari, viene avallata dall’amministrazione Decaro. Non si può davvero pensare che usare due parole naturali come madre e padre possa essere foriero di intenti discriminatori e omofobi. È semmai vero il contrario: ad essere discriminati sono proprio i padri e le madri».

Ieri mattina il sindaco ha ricevuto i manifestanti: «Ho già chiesto alle strutture amministrative di modificare il modulo ed eliminare la numerazione che gli uffici comunali avevano aggiunto per rispettare un ordine cronologico - ha detto - lasciando solo il termine genitore, cosi come richiesto nella mia nota trasmessa a luglio. La scelta fatta è legata alla sensibilità e al rispetto che dobbiamo avere nei confronti delle famiglie, tutte».

«Credo che l’uso del termine genitore su alcuni moduli non tolga alcun ruolo a nessuno - ha spiegato ancora Decaro -: usare una terminologia più ampia non implica il divieto di adoperarne una più specifica come padre o madre ma fa sì che qualsiasi tipo di famiglia non si senta discriminata e non viva situazioni di disagio nel compilare un modulo burocratico».

Il sindaco fa riferimento in particolare alle famiglie monogenitoriali, o a quelle create con un secondo matrimonio: «Questi bambini non devono essere discriminati - ha concluso - “genitore” serve a evitare di escludere a priori le nuove famiglie che pure ci sono già nella società italiana».

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