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Sabato 18 Novembre 2017 | 09:18

Corse clandestine alla presenza di boss assoluzione per 11

BARI – La Corte di appello di Lecce ha assolto 'perchè il fatto non sussistè 11 imputati coinvolti in un presunto giro di corse clandestine di cavalli a cui avrebbero partecipato anche pregiudicati baresi e della Sacra corona unita, tra i quali il boss di Japigia, Savinuccio Parisi. In occasione dell’evento, patrocinato anche da Comune e Provincia di Lecce, furono identificati gli organizzatori e i proprietari dei cavalli, poi processati e condannati in primo grado per organizzazione non autorizzata di competizioni tra animali e maltrattamento di animali
Corse clandestine alla presenza di boss assoluzione per 11
BARI – La Corte di appello di Lecce ha assolto 'perchè il fatto non sussistè 11 imputati coinvolti in un presunto giro di corse clandestine di cavalli a cui avrebbero partecipato anche pregiudicati baresi e della Sacra corona unita, tra i quali il boss di Japigia, Savinuccio Parisi.  

In un evento organizzato il 26 agosto 2007 all’interno del centro ippico 'Mater Dominì in località Condò ad Arnesano, in provincia di Lecce, il pluripregiudicato barese fu arrestato per violazione della sorveglianza speciale. Parisi, infatti, era stato scarcerato il 29 aprile precedente dopo aver trascorso circa 13 anni in carcere per scontare una condanna definitiva per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Era sottoposto all’obbligo di dimora nella città di Bari e fu invece sorpreso nell’ippodromo salentino (poi condannato per questi fatti a 22 mesi di reclusione).  

Quando i carabinieri fecero irruzione nel centro ippico notarono cinque persone che tentavano di sfuggire ai controlli, tra loro il defunto boss di Valenzano Angelo Michele Stramaglia. Uno di questi "di alta e robusta corporatura – annotavano gli investigatori – con i baffi, che indossava bermuda bianchi, camicia beige e scarpe da ginnastica" stava tentando di scavalcare il muro di recinzione per scappare. "Se non ci fosse stato l’intervento dei carabinieri – si legge negli atti - avrebbe preso parte", come guidatore, gareggiando con un cavallo dal nome Grotta Azzurra, uno dei 15 animali in gara. Si trattava di Parisi.

In occasione dell’evento, patrocinato anche da Comune e Provincia di Lecce, furono identificati gli organizzatori e i proprietari dei cavalli, poi processati per organizzazione non autorizzata di competizioni tra animali e maltrattamento di animali. In primo grado, nel maggio 2012, gli 11 imputati sono stati condannati a pene comprese fra 10 e 17 mesi di reclusione, con multe fra 10mila e 52mila euro. In secondo grado, con sentenza emessa lo scorso 28 novembre – e della quale si è avuta notizia oggi – i giudici hanno assolto tutti accogliendo le tesi difensive. Secondo gli avvocati, infatti, quegli incontri non avevano finalità agonistiche tali da considerarsi vere e proprie competizioni, ma erano gare con finalità benefiche per raccolta fondi in favore di una locale associazione di volontariato.

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