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Giovedì 23 Novembre 2017 | 17:54

Quel suicidio mai raccontato e tutta la nostra impotenza

di CARMELA FORMICOLA
BARI - Tonio, un disperato che vaga tra la stazione e i dormitori pubblici, ci ha chiamato per annunciare il suo suicidio: «Scrivetelo: sabato mi uccido». Non lo abbiamo scritto. Abbiamo avvertito le forze dell’ordine e abbiamo soprattutto sperato che fosse solo una provocazione. Però Tonio ha tentato davvero di uccidersi. Lo ha fatto nella notte tra venerdì e sabato, come aveva «promesso», impiccandosi in uno dei dormitori pubblici della città. Per fortuna è stato salvato, seppur in condizioni gravi
Quel suicidio mai raccontato e tutta la nostra impotenza
di Carmela Formicola

BARI - Quando il vecchio giornalista in calo di ascolti annuncia il suo suicidio in diretta, la settimana successiva, il pubblico va in visibilio e lo share schizza alle stelle. Peter Finch, «Quinto potere»: indimenticabile. Cinico, autentico, perfino profetico, forse che i media di oggi non trasudano tragedia, sangue e dolore?

A tutto questo, per una volta, abbiamo provato a sottrarci quando Tonio, un disperato che vaga tra la stazione e i dormitori pubblici, ci ha chiamato per annunciare il suo suicidio: «Scrivetelo: sabato mi uccido». Non lo abbiamo scritto. Abbiamo avvertito le forze dell’ordine e abbiamo soprattutto sperato che fosse solo una provocazione, un tentativo di richiamare l’attenzione, lui, che vuole «un lavoro da Decaro». Abbiamo anche provato a spiegargli che i sindaci non danno posti di lavoro, ma Tonio è un uomo che vive in quel margine dove leggi, regole, diritti, doveri sono una roba confusa, dove piuttosto vige l’egoismo necessario, bruciante dello sto-male-dovete-aiutarmi.

Però Tonio ha tentato davvero di uccidersi. Lo ha fatto nella notte tra venerdì e sabato, come aveva «promesso», impiccandosi in uno dei dormitori pubblici della città. Per fortuna è stato salvato, seppur in condizioni gravi. Ora è in ospedale. Poi verrà dimesso. Poi tornerà a vagare, racimolando qua e là cibo, spiccioli, un posto dove dormire, qualcuno con cui parlare.

Questa storia ci consegna sconfitta e amarezza. E anche rabbia perché è evidente che nessuno (istituzioni, media o chiunque altro) è stato in grado di mettere su un vero sistema di aiuto per le persone più fragili (eppure di soldi da destinare agli ultimi sono piovuti come piogge monsoniche sulle amministrazioni e conseguentemente sul Terzo Settore). Solidarietà: uno slogan, forse un business, comunque una parola vuota.

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