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Sabato 18 Novembre 2017 | 00:17

Senato salva Azzollini dalla Procura Trani Polemica sui voti Pd

ROMA  – Nel giorno in cui prende il via al Senato la sessione di bilancio, cioè la fase in cui si deve esaminare la legge di Stabilità, l’Aula di Palazzo Madama conferma il "no" alla richiesta di utilizzare le intercettazioni relative al presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini (Ncd) avanzata dalla procura di Trani nell’ambito di una vicenda giudiziaria che vede il senatore di Ncd, all’epoca dei fatti sindaco di Molfetta, indagato anche per il reato di associazione a delinquere. L'Aula, con 180 sì, 36 no e 1 astenuto, conferma così la proposta della Giunta per le Immunità alla quale si arrivò a novembre anche con il voto del Pd
Senato salva Azzollini dalla Procura Trani Polemica sui voti Pd
ROMA  – Nel giorno in cui prende il via al Senato la sessione di bilancio, cioè la fase in cui si deve esaminare la legge di Stabilità, l’Aula di Palazzo Madama conferma il "no" alla richiesta di utilizzare le intercettazioni relative al presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini (Ncd) avanzata dalla procura di Trani nell’ambito di una vicenda giudiziaria che vede il senatore di Ncd, all’epoca dei fatti sindaco di Molfetta, indagato anche per il reato di associazione a delinquere.

L'Aula, con 180 sì, 36 no e 1 astenuto, conferma così la proposta della Giunta per le Immunità alla quale si arrivò a novembre anche con il voto del Pd. L’argomento sul quale si è insistito per respingere la richiesta dei magistrati di Trani è sostanzialmente uno: la non "occasionalità", cioè la non casualità delle intercettazioni. Il fronte pro-Azzollini sostiene che ci sia incertezza sulla data di iscrizione nel registro indagati di Azzollini per il reato di associazione a delinquere.

E che pertanto prima di intercettarlo si sarebbe dovuta chiedere l’autorizzazione. Il fronte "contro", invece, riprende la tesi sostenuta nella prima relazione di Felice Casson (Pd), secondo la quale il certificato della cancelleria del Tribunale non lascerebbe spazio a "dubbi": la data d’ iscrizione è successiva alle intercettazioni. Quindi, queste sono da considerarsi come "occasionali" essendo state effettuate su utenze di terzi in un momento in cui Azzollini non era ancora indagato per associazione a delinquere, ma per altro reato.

E l'autorizzazione, come previsto dalla legge, va chiesta dopo per poterle usare ai fini del processo.
In tale quadro, osservano componenti della Giunta, la "cosa singolare" è l’atteggiamento del Pd che, come risulta anche nel resoconto, inizialmente, aderisce alla tesi di Casson, riconoscendo l’occasionalità delle intercettazioni e poi ci ripensa, bocciando la proposta del senatore Dem di dire sì ai magistrati di Trani.

M5S e Sel protestano per la decisione dell’Aula, mentre il Pd "salva" Azzollini con i voti anche di Ncd, FI e Lega. Dopo aver "azzerato" il Pd romano per lo scandalo di "Mafia Capitale" è il commento di Niki Vendola, ora "Renzi che farà? Azzererà il Pd di Palazzo Madama?".

"Azzolini – denuncia Enrico Cappelletti capogruppo M5S in Commissione Giustizia – è indagato per per truffa allo Stato, associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali nell’inchiesta che lo vede coinvolto nello scandalo sul porto di Molfetta", ma "lo hanno dovuto salvare in quanto presidente della commissione Bilancio" che ora deve esaminare la legge di Stabilità.

Il Pd, poi, si divide con Laura Puppato che assicura di aver votato a favore della richiesta della Procura, mentre il capogruppo in Giunta Giuseppe Cucca avverte: "Abbiamo applicato un principio di legalità". Non si può chiedere di usare gli ascolti "non avendone chiesto, a suo tempo, la preventiva autorizzazione in ragione della conoscenza della carica ricoperta dal parlamentare", insiste.

Azzollini, intanto, è indagato a Trani per la presunta maxifrode da 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto di Molfetta. Secondo l’accusa, lui sarebbe stato promotore di un’associazione per delinquere costituita per commettere delitti contro il patrimonio, la fede pubblica e la pubblica amministrazione. E avrebbe consentito il rifacimento del porto "ben sapendo" che sui fondali c'erano decine di migliaia di ordigni bellici inesplosi.

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