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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:18

D'Addario e le notti con Silvio Dal no a  festa per Obama a consigli sessuali a colazione Tarantini: querelo  D'Addario Montereale: disse, lo incastro

BARI – Prima esce in lacrime poi rientra in aula: la donna interrogata sulle notte trascorse a Palazzo Grazioli. «Mi dissero che quella notte con Silvio mi avrebbe cambiato la vita. Mi dissero come vestirmi, tubino nero senza calze. – dice la escort - Feci esattamente il contrario, misi calze e tailleur e non ero scollata». E aggiunge: «In occasione della seconda cena a Palazzo Grazioli, il 4 novembre 2008, Berlusconi era stato inviato alla cena (in ambasciata) per l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, ma il presidente declinò l’invito dicendo che aveva la febbre per stare con noi». «Aggredita anche da cc in borghese». Acquisiti verbali ex meteorina Tg4
Quelle «farfalle» nella sala da pranzo
D'Addario e le notti con Silvio Dal no a  festa per Obama a consigli sessuali a colazione Tarantini: querelo  D'Addario Montereale: disse, lo incastro
BARI –  Patrizia D’Addario ha abbandonato in lacrime l’aula del tribunale mentre deponeva al processo escort. La donna ha cominciato a piangere mentre i pm facevano ascoltare in aula una telefonata intercettata il 2 ottobre 2008 tra lei e l'imputato Massimiliano Verdoscia. Durante la conversazione la donna pattuiva il compenso da 200 euro per una prestazione sessuale.

 "Mi dissero che avevo una cena a Roma con il presidente che avrebbe cambiato la mia vita". Patrizia D’Addario, tornata in aula dopo alcuni minuti, risponde alle domande del pm Eugenia Pontassuglia sulla prima serata organizzata da Gianpaolo Tarantini e Massimiliano Verdoscia. "Mi dissero come vestirmi, tubino nero senza calze. – dice la escort - Feci esattamente il contrario, misi calze e tailleur e non ero scollata".

"Ho sempre raccontato la verità non ho problemi a farmi riprendermi dalle tv". Sono le prime parole della escort barese Patrizia D’Addario che sta deponendo al processo in corso dinanzi al Tribunale di Bari a sette persone – tra cui Gianpaolo Tarantini e Sabina Beganovic (in arte Began), la cosiddetta 'ape reginà delle feste organizzate dal Cavaliere – accusate di aver portato 26 donne, alcune delle quali escort, nelle residenze dell’allora capo del governo Silvio Berlusconi.

LA NOTTE CON SILVIO
La 47enne escort barese, durante le indagini, disse di aver partecipato, su richiesta di Gianpaolo Tarantini, a due incontri nella residenza romana dell’allora capo del governo: la prima il 26 ottobre 2008 durante la quale, "nonostante le pressioni di Gianpaolo e del Presidente", D’Addario rifiutò di trattenersi "oltre la cena". La seconda, il 4 novembre 2008, la donna accettò di trascorrere la notte "da sola" con Berlusconi.

"Per tutta la notte – raccontò – mi sono intrattenuta con lui, consumando sia rapporti intimi che parlando ininterrottamente, nonostante io avessi sonno. Quella notte ricevetti la promessa di un suo interessamento per risolvere la mia questione edilizia a Bari (la costruzione di un residence, ndr), senza che io gli avessi in alcun modo accennato, poichè lui evidentemente era già informato". Ma del residence, Berlusconi non si è mai interessato, fatto questo che portò D’Addario a denunciare sulla stampa lo scandalo a luci rosse.

I CONSIGLI SUL SESSO
"Dopo la notte trascorsa con Berlusconi, il mattino dopo feci colazione con lui. Il presidente mi diede consigli sul sesso: mi disse che per provare piacere avrei dovuto acconsentire che al rapporto partecipasse una donna". Patrizia D’Addario racconta così al Tribunale la notte del 4 novembre 2008 trascorsa a Palazzo Grazioli.

La testimone dice di non aver mai avuto soldi da Berlusconi, nega di essere una prostituta e spiega che da quando è scoppiato lo scandalo a luci rosse si è sottoposta a cure psicologiche.

LA FESTA ALL'AMBASCIATA USA
"In occasione della seconda cena a Palazzo Grazioli, il 4 novembre 2008, Berlusconi era stato inviato alla cena (in ambasciata) per l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, ma il presidente declinò l’invito dicendo che aveva la febbre per stare con noi". Lo ha detto la escort barese Patrizia D’Addario deponendo al processo in corso a Bari.

"Poco prima – ha aggiunto – aveva lasciato in tutta fretta il presidente Napolitano, sempre per raggiungere noi: me, Barbara Montereale, Lucia Rossini e Gianpaolo Tarantini". "Quella sera - ha confermato – decisi di restare a Palazzo Grazioli. Berlusconi mi portò nella sua camera da letto dove il presidente, che mise la sua mano nella mia mano, mi spiegò che quel letto glielo aveva regalato Putin. Io registrai tutto quello che accadde con il mio telefonino: avemmo rapporti, parlammo a lungo e lui mi dedicò anche delle poesie. Mi disse che avrebbe cambiato la mia vita, che mi avrebbe aiutato per costruire il residence e aggiunse che gli uomini non erano tutti uguali". "Andai via da Palazzo Grazioli poco prima delle ore 11 del giorno dopo, dopo aver fatto colazione con Berlusconi", ha concluso.

IL CARABINIERE IN BORGHESE
Qualche tempo dopo la seconda cena a Palazzo Grazioli, "un carabiniere in borghese entrò a casa mia, mi bloccò e tentò di violentarmi. Io riuscii a scaraventarlo giù dalle scale e chiusi la porta. Lui cominciò a tirare calci e pugni alla porta". Così Patrizia D’Addario testimoniando al processo escort.

"Qualche giorno dopo – ha aggiunto – lo stesso uomo mi fermò per strada per un controllo, la stessa persona tornò successivamente a bussare a casa mia, ma io non aprii. Il giorno dopo subii un furto: mi portarono via un televisore, cd, vestiti e tanta biancheria intima". La testimone ha detto di non aver mai denunciato il tentativo di violenza, ma solo il furto subito.

LA PROPOSTA DI SEGGIO ALLE EUROPEE
"Gianpaolo Tarantini mi propose la candidatura alle elezioni Europee del 2009". Dopo le due cene a Palazzo Grazioli in compagnia dell’allora premier Silvio Berlusconi, Patrizia D’Addario ha avuto pochi altri contatti con Gianpaolo Tarantini. L’imprenditore barese le aveva "assicurato che Berlusconi le avrebbe dato un ruolo importante a Roma, ma sono stata presa in giro", ha detto la escort barese ai giudici.

Quindi, la proposta di candidatura. "Portai il curriculum all’autista di Gianpi, Dino Mastromarco. Poi però il mio curriculum non è mai arrivato a Roma. Un giorno mi ha chiamata Tato Greco, grande amico di Tarantini e coordinatore de 'La Puglia Prima di Tuttò, partito che fa riferimento all’ex ministro Raffaele Fitto, e mi ha offerto la candidatura alle amministrative per il Comune di Bari". Anche quella sfumata dopo la lettera diffusa dall’allora moglie di Berlusconi, Veronica Lario, sulle frequentazioni serali del marito.

I VERBALI DELLA METEORINA
Agli imputati si contesta a vario titolo l’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione della prostituzione. La vicenda è quella dei festini organizzati nelle case dell’allora premier tra il 2008 e il 2009. Look total black (tailleur nero su t shirt nera) e trucco marcato, D’Addario ha appena cominciato a rispondere alle domande delle parti, così come faranno le altre testimoni citate all’udienza: Chiara Guicciardi e Barbara Montereale.

Il Tribunale ha acquisito, con il consenso delle parti, il verbale con le dichiarazioni rese durante le indagini da Chiara Guicciardi. L’ex meteorina del Tg4, citata come testimone al processo barese sulle escort, il 16 settembre 2009 raccontò agli inquirenti di aver partecipato a diverse feste nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, in una occasione, di aver trascorso la notte con il Cavaliere.

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