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Sabato 18 Novembre 2017 | 15:05

Marco (Hekima) con il reggae nel cuore

di RITA SCHENA
BARI - Un giovane artista impegnato, innamorato del reggae fin da piccolo, Marco Grieco in arte Hekima ha una grande anima che emerge nelle sua canzoni dove la Puglia, il Mediterraneo ed i suoi ritmi si mescolano a sonorità giamaicane. Marco è un autodidatta della musica, quando parla e si racconta gli si illuminano gli occhi, vuole riuscire a farsi sentire, per riuscire a trasmettere un messaggio
Marco (Hekima) con il reggae nel cuore
di RITA SCHENA

BARI - Un giovane artista impegnato, innamorato del reggae fin da piccolo, Marco Grieco in arte Hekima ha una grande anima che emerge nelle sua canzoni dove la Puglia, il Mediterraneo ed i suoi ritmi si mescolano a sonorità giamaicane. «E' la mia terra e la amo – spiega – anche se mi rendo conto dei suoi limiti. In Puglia souvenir (un brano del suo cd uscito nel 2013, Ndr.) racconto lo scoramento di chi è costretto ad andar via per lavorare; in Boomerang il riferimento è ai problemi ambientali che dall'Ilva a Brindisi hanno inquinato la Puglia». Marco è un autodidatta della musica, quando parla e si racconta gli si illuminano gli occhi, vuole riuscire a farsi sentire, ad emergere non solo per diventare famoso, ma per riuscire a trasmettere un messaggio.

«Mi piace pensare che faccio un reggae 'cosciente' – sottolinea – con temi forti e il lavoro e l'ambiente sono due di questi». Una tensione che è anche nel suo nome d'arte, Hekima significa Conoscenza, «l'unica cosa che ti rende vivo». Marco Grieco ha poco più di trent'anni, per vivere lavora in un bar, ma musicalmente è molto apprezzato, ha già lavorato con Gianluca Iodice (ex Different Stylee tra le prime storiche reggae band italiane) e ha inciso con Nando Popu dei Sud Sound Sistem per la realizzazione di un prossimo video. In più partecipazioni al festival di Controradio (Controfestival) ed è alla seconda edizione del Festival dei popoli.

«E' stato mio padre ad avvicinarmi al reggae quando avevo 10 anni –racconta Marco -, amore a primo ascolto. Poco dopo ho impugnato la mia prima chitarra, poi sono passato alla batteria e al basso per arrivare al canto, tutto da solo, da completo autodidatta. Negli anni sono cresciuto grazie all'esperienza e gavetta che ho fatto in giro. Oggi ad esempio in Puglia vedo molto fermento artistico e musicale, anche se l'avvento del digitale ha reso da un lato le cose più “semplici”, dall'altro modificato la qualità del suono e del prodotto musicale in sè».

Marco invece preferisce muoversi secondo modelli di produzione “tradizionali”, si è autoprodotto il suo cd “Puglia souvenir” uscito nel 2013, non spinge moltissimo sui social per promuoversi anche se naturalmente ha una sua pagina facebook e i suoi video sono sulle principali piattaforme. «La rete ti dà una grande visibilità, ma rischia di essere troppo dispersiva per un artista emergente. Io invece voglio fare i passi per bene».

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