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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 08:42

Spese per le elezioni Decaro batte Di Paola I conti dei consiglieri

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Il sindaco Antonio Decaro batte il diretto rivale Domenico Di Paola sulle spese in campagna elettorale, investendo circa 14mila euro in più dell’ex manager di Aeroporti di Puglia (252mila contro 238mila euro). Il Paperone dei consiglieri è l’ultimo arrivato Gianlucio Smaldone, fresco di ricorso vinto al Tar: ha impegnato poco più di 26mila euro, seguito da Anita Maurodinoia (24mila euro). Ben 27 tra consiglieri ed assessori hanno dichiarato di non aver ricevuto contributi
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Spese per le elezioni Decaro batte Di Paola I conti dei consiglieri
NINNI PERCHIAZZI
BARI - Il sindaco Antonio Decaro vince anche la battaglia delle spese in campagna elettorale col diretto rivale Domenico Di Paola. L’ex deputato democrat ha investito circa 14mila euro in più dell’ex manager di Aeroporti di Puglia - 252mila contro 238mila euro - per conquistare lo scettro di primo cittadino.la vetta Il Paperone dei consiglieri? È l’ultimo arrivato. Gianlucio Smaldone, fresco di ricorso vinto al Tar (ne riferiamo nella pagina accanto): ha impegnato nella tenzone per le amministrative poco più di 26mila euro. Al secondo posto lady preferenze, Anita Maurodinoia che ha varcato quota 24mila euro (esattamente quanto ricevuto dai suoi sostenitori come finanziamento). Alle spalle del duo targato Movimento Schittulli, sale sul gradino più basso del podio Michele Caradonna, esponente sostenuto dal terzo settore che ha speso poco più di 19mila euro per entrare in Consiglio con la lista Decaro sindaco.Grazie all’operazione trasparenza voluta dagli scorsi governi, la rendicontazione di spese, contributi e quant’altro deve essere necessariamente resa nota da candidati ed eletti affinché vengano resi pubblici. Eventuali dimenticanze o omissioni sono punite con sanzioni salate (da un minimo di 25mila euro fino alla quota massima di 103mila).

Nei giorni scorsi sono scaduti i termini e così su Albo pretorio e portale del Comune, con un pizzico di perizia informatica ed un po’ di fortuna, è possibile verificare tutti i dati. Che in teoria devono essere assolutamente veritieri.contributo zeroEd ecco subito una curiosità. Sono ben 23 consiglieri comunali su 36 a non aver ricevuto finanziamenti e contributi in qualsiasi forma e modo (anche attraverso la messa a disposizione di servizi). Almeno così dichiarano ufficialmente a Comune e commissione elettorale. Il gruppo degli eletti a «contributo zero» è guidato da Pasquale Finocchio, vicepresidente del consiglio comunale e capogruppo di Forza Italia, che ha dichiarato di aver speso poco più di 630 euro. Seguono Pietro Albenzio, Alessandra Anaclerio, Marco Bronzini, Salvatore Campanelli, Giuseppe Carrieri, Giuseppe Cascella, Michelangelo Cavone, Francesco Colella, Giuseppe Di Giorgio, Desiree Digeronimo, Francesco Giannuzzi, Renato Laforgia, Massimo Maiorano, Sabino Mangano, Antonio Mariani, Maria Maugeri, Giuseppe Neviera, Michele Picaro, Romeo Ranieri, Fabio Romito, Nicola Sciacovelli, Livio Sisto.A loro si aggiungono gli assessori Vincenzo Brandi (eletto con Realtà Italia), Carla Palone (candidata con Decaro per Bari), Angelo Tomasiccchio (eletto Decaro sindaco) e Paola Romano (candidata Pd).

Pietro Petruzzelli, invece, sostenuto dal cuore dei dem e dal comitato Hinterland ha utilizzato più o meno quanto raccolto: poco più di 2.100 euro per l’avventura iniziata con il «sedia rossa tour». Pasquale Di Rella, attuale riconfermato presidente del consiglio comunale (che ha scelto di correre per la Regione in primavera) ha invece sforato quota 10mila euro, preceduto da Vito Lacoppola (Ncd ora Realtà Italia) che con 15.425 euro (a fronte di entrate pari 11.600 euro) ha messo alle sue spalle Silvestro Delle Foglie (Pd) con 11.737 euro (quasi tutti frutto dell’appoggio dell’associazione Bari Democratica) e Pierluigi Introna di Sel 11.600 euro (con 9.600 euro di contributi).

Quindi poco oltre quota 7.500 euro c’è il duo Pd, Marco Lacarra-Ilaria De Robertis, con la compagna di partito Maria Maugeri (6mila euro). Dopo la prof. di religione, c’è l’azzurra Irma Melini con circa 5mila euro.low costLa palma del risparmio va a Pietro Albenzio (Bari Capitale) e gli alfieri di Realtà Italia Vincenzo Brandi e Alessandra Anaclerio: in base alle dichiarazioni non hanno sborsato un euro per salire a Palazzo di Città. Quindi lo schittulliano Livio Sisto, con 70 euro ricevuti direttamente dal movimento fa da contraltare ai colleghi di scuderia ai vertici della graduatoria. Elezione a prezzi stracciati anche per i due pentastellati Sabino Mangano (644) e Francesco Colella (347).il duelloIl principale sostenitore del sindaco Decaro è l'associazione «La mia Bari», di cui risulta presidente Angelo Pansini (ex componente dello staff Emiliano, riconfermato dal suo successore), con quasi 188mila euro. Il primo cittadino ha dichiarato un totale di circa 252mila euro quali contributi per la campagna elettorale.Mimmo Di Paola invece ha dichiarato di aver messo di tasca propria ben 100mila euro, mentre ha ricevuto 42.500 euro da terzi, quasi 29mila euro tra mezzi e materiali (manifesti e spot elettorali) messi a disposizione dall’associazione Impegno civile (di cui è presidente e socio fondatore).

Inoltre l'ex amministratore unico di Aeroporti di Puglia ha contratto debiti per oltre 17mila euro con l'emittente Telebari, alla data di presentazione del rendiconto. Per un totale di poco più di 188mila euro quasi tutti spesi per produrre e distribuire il materiale elettorale, tra manifesti, «santini» e altro. Tra questi costi spiccano anche più di 22mila euro di spese per personale e prestazioni (con ogni probabilità i consulenti per la comunicazione). Inoltre l'ingegnere ha certificato spese pari a 55mila euro per fitti di locali, sedi elettorali, viaggi e soggiorni. Che portano il costo della campagna elettorale a 238mila e 600 euro.

Tra i sostenitori dell’ingegnere spiccano Cbh Bari hospital ed Exprivia di Molfetta con 10mila euro ciascuno e la Somed, la società delle macchinette di distribuzione, con 5mila euro.

Quindi una singolare applicazione della par condicio, che riguarda un’azienda edile salentina, la Edicos srl (impresa edile) che ha donato 10mila euro sia a Decaro sia a Di Paola. Un esercizio di equilibrismo politico degno di nota.

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