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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:44

Finanziamenti illeciti condannati imprenditori pastificio di Altamura

BARI – La seconda sezione penale del Tribunale di Bari ha condannato a pene comprese fra 1 e 3 anni di reclusione (pena sospesa) 10 imputati tra rappresentanti legali e fornitori del pastificio di Altamura 'Pasta Jesce Srl', accusati di truffa ai danni dello Stato per avere percepito illegittimamente oltre 1,2 mln di euro di finanziamento con la legge 488
Finanziamenti illeciti condannati imprenditori pastificio di Altamura
BARI – La seconda sezione penale del Tribunale di Bari ha condannato a pene comprese fra 1 e 3 anni di reclusione (pena sospesa) 10 imputati tra rappresentanti legali e fornitori del pastificio di Altamura 'Pasta Jesce Srl', accusati di truffa ai danni dello Stato per avere percepito illegittimamente oltre 1,2 mln di euro di finanziamento con la legge 488.
Condanna anche per la società, accusata di illecito amministrativo, con sanzione di 300 quote per complessivi 300mila euro, oltre al divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno, l’esclusione per lo stesso periodo da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, divieto per un anno di pubblicizzare beni o servizi. I giudici hanno condannato i rappresentanti legali e soci Saverio De Leonardis, Oronzo Pestrichella e Antonio Angelastri alla pena di un anno e sei mesi di reclusione e 500 euro di multa per truffa aggravata.

Altri quattro imputati, fornitori dell’azienda, sono stati condannati per lo stesso reato a 1 anno di reclusione e 250 euro di multa. Condanna a due anni di reclusione e 600 euro di multa per la moglie di De Leonardis, Grazia Cicirelli, accusata anche di riciclaggio in concorso con altri due imputati (condanne fra tre anni e due anni e 8 mesi di reclusione).
Dichiarati prescritti il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, contestato ai quattro fornitori, e il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false, contestato a De Leonardis.

Secondo le indagini coordinate dal pm Isabella Ginefra, gli imputati avrebbero percepito fondi ai sensi della legge 488/92 per 1,2 mln di euro in quattro tranche dal 2002 al 2007 dichiarando "dati palesemente falsi in relazione alle disponibilità finanziarie e alle possidente immobiliari". Secondo la Procura, inoltre, "venivano effettuate plurime e fittizie operazioni bancarie con le quali gli indagati riuscivano a simulare il pagamento di numerose fatture di fornitura" per oltre 2 milioni di euro.

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