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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:09

Giudice si astiene slitta processo a clan mafioso barese

BARI – Per incompatibilità di uno dei giudici slitta il processo di secondo grado 'Liberta” nei confronti di 37 presunti affiliati al clan Strisciuglio di Bari. Nella seconda udienza del processo dinanzi alla Corte di Assise di Appello il giudice a latere Teresa Liuni ha segnalato la propria incompatibilità, ritenendo di doversi astenere, per essersi già pronunciata su questi fatti nel processo di secondo grado
Giudice si astiene slitta processo a clan mafioso barese
BARI – Per incompatibilità di uno dei giudici slitta il processo di secondo grado 'Liberta” nei confronti di 37 presunti affiliati al clan Strisciuglio di Bari. Nella seconda udienza del processo dinanzi alla Corte di Assise di Appello il giudice a latere Teresa Liuni ha segnalato la propria incompatibilità, ritenendo di doversi astenere, per essersi già pronunciata su questi fatti nel processo di secondo grado nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato.

Il presidente del collegio, Raffaele di Venosa, ha quindi deciso di trasmettere gli atti e rimettere la decisione nelle mani del presidente della Corte d’Appello che dovrà pronunciarsi entro il prossimo 3 dicembre, quando si tornerà in aula per la requisitoria del sostituto pg. In primo grado, nel novembre 2013, i 37 imputati erano stati condannati dalla Corte di Assise di Bari a pene comprese fra 27 e 6 anni di reclusione per i reati di associazione mafiosa e traffico di droga. Nel procedimento è contestato anche l'omicidio del pregiudicato Antonio Chiarolla, ucciso nell’ottobre 2006 con un colpo di pistola in pieno volto, di cui si è autoaccusato uno degli imputati, il collaboratore di giustizia Giovanni Amoruso.
In questo procedimento la magistratura barese ha ricostruito le attività illecite del clan capeggiato da Domenico Strisciuglio, soprannominato 'Mimmo La Lunà, dal 2006 al 2012, a partire dalla "rigenerazione" – come l’aveva definita l’accusa nel primo grado, del gruppo criminale dopo il blitz 'Eclissi' del gennaio 2006 che aveva decimato il clan con 182 arresti.

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