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Domenica 19 Novembre 2017 | 19:01

La Puglia prima in Italia nella difesa del territorio

BARI - Messa in sicurezza idrogeologica: la prima Regione in Italia nell’aver appaltato cantieri è la Puglia, con 244 opere avviate e altre 39 da avviare entro l’anno. Si pensi che tutto il Belpaese ne conta 2.132, con altri 475 da inaugurare entro il 31 dicembre: insomma, oltre il 10% delle opere si concentra nel tacco dello Stivale. Di più: a fronte di poco più di 2 miliardi di euro in tutta Italia per quelli in corso (e 653 milioni per quelli prossimi all’avvio), la Puglia è già a quota 432 milioni di euro
La Puglia prima in Italia nella difesa del territorio
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Qualcuno dovrà pure chiedersi perché, ad ogni «bomba d’acqua» che si abbatte sull’Italia, Genova sprofonda. Una spiegazione c’è, purtroppo, e arriva dal report «italiasicura» che la struttura di Palazzo Chigi dedicata al dissesto idrogeologico, guidata da Erasmo D’Angelis, ha stilato nei giorni scorsi. Ebbene, la Liguria è l’ultima regione in Italia nell’aver appaltato cantieri per la messa in sicurezza idrogeologica: sono appena 4 quelli in corso e 5 quelli che dovranno essere aperti entro fine anno.

Nel 2015? Insieme al Molise, all’Umbria, all’Alto Adige e alla Basilicata, la terra per eccellenza degli alluvionati non ne ha previsto neanche uno di cantiere. Il rapporto del governo è assai chiaro e dice innanzitutto una cosa: la prima Regione in Italia nell’aver appaltato cantieri è la Puglia, con 244 opere avviate e altre 39 da avviare entro l’anno. Si pensi che tutto il Belpaese ne conta 2.132, con altri 475 da inaugurare entro il 31 dicembre: insomma, oltre il 10% delle opere si concentra nel tacco dello Stivale.

Di più: a fronte di poco più di 2 miliardi di euro in tutta Italia per quelli in corso (e 653 milioni per quelli prossimi all’avvio), la Puglia è già a quota 432 milioni di euro. In pratica, il 20% dei fondi investiti a livello nazionale in opere per la messa in sicurezza, si concentra qui. Un trend, questo, che si manterrà per i cantieri già appaltati per il 2015: saranno 19 in Puglia (750 in Italia) con una dotazione di altri 50 milioni di euro. Il motivo - riconosciuto pure da Palazzo Chigi, sebbene il premier Renzi abbia attaccato a testa bassa tutte le Regioni per la lentezza con cui spendono contro il dissesto - è nell’accelerata impressa dal governatore Nichi Vendola, che ha avocato a sé la delega in materia sin dal 2013. Tutto nacque da una necessità (l’uscita dalla giunta, nel marzo 2013, dell’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati) e dalla volontà di concentrare le risorse Ue e Fas su quel capitolo, accelerando le procedure autorizzative (e i conseguenti appalti) su progetti coerenti con la programmazione comunitaria. Il tutto con l’obiettivo di aggirare gli ostacoli alla spesa - decisamente più pesanti se si utilizzano le vie ordinarie dei trasferimenti statali - posti dal Patto di Stabilità. Quella delega, da qualche mese, è tornata in capo ad un assessore (il titolare dei Trasporti, Giannini), ma dal report del governo emerge chiaramente che le regioni che più hanno investito e accelerato sui cantieri anti-dissesto, meno progetti avranno negli anni a venire. E, infatti, oltre ai 283 cantieri in corso e ai 19 già appaltati sul 2015, la Puglia ha in fase di aggiudicazione - informano dalla Regione - appena 10 opere pubbliche ulteriori, di cui 3 sotto diretta responsabilità del governo Vendola e 7 in capo ai ministeri. Si pensi, giusto per fare un confronto, al più volte devastato Piemonte: ha ben 94 cantieri da avviare entro fine anno e altrettanti nel 2015. O si pensi alla Calabria (ben 109 cantieri da aprire entro il prossimo anno). Al contrario, la Campania: in buona compagnia della Liguria, conta appena 47 opere entro fine 2014 e 45 appaltate sul 2015. Della serie: chissenefrega se poi ci ritroviamo nel fango.

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