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Sabato 18 Novembre 2017 | 03:54

Soldi pubblici alla società la Corte dei conti chiede 1,4 mln di danni a Farace

BARI – La Procura regionale presso la Corte dei Conti della Puglia ha chiesto un risarcimento del danno erariale di 1,4 milioni di euro alla società Excelsior spa, proprietaria dell’hotel Excelsior di Bari, e al suo rappresentate legale, Luigi Farace. Il risarcimento viene chiesto per le indebite percezioni di provvidenze pubbliche ottenute dalla società. La Excelsior spa risultava beneficiaria di contributo pubblico ai sensi della legge 488/92, concesso per 1.564.334,00 euro ed erogato per 1.407.900,60 euro
Soldi pubblici alla società la Corte dei conti chiede 1,4 mln di danni a Farace
BARI – La Procura regionale presso la Corte dei Conti della Puglia ha chiesto un risarcimento del danno erariale di 1,4 milioni di euro alla società Excelsior spa, proprietaria dell’hotel Excelsior di Bari, e al suo rappresentate legale, Luigi Farace. Nella sua lunga carriera politica, Farace è stato parlamentare Dc, sindaco di Bari, sottosegretario e presidente della Camera di Commercio. L'udienza si terrà il 15 gennaio 2015.

Il risarcimento viene chiesto per le indebite percezioni di provvidenze pubbliche ottenute dalla società e scaturisce da indagini compiute dalla Guardia di finanza. La Excelsior spa risultava beneficiaria di contributo pubblico ai sensi della legge 488/92, concesso per 1.564.334,00 euro ed erogato per 1.407.900,60 euro.

Nel corso delle indagini furono rilevate diverse irregolarità connesse alla percezione dei contributi. La procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari avviò un fascicolo e accertò l’emissione di fatture false volte a gonfiare i costi assistiti dal contributo e le fittizie assunzioni di personale finalizzate a simulare livelli occupazionali in realtà mai raggiunti. Il pm chiese ed ottenne nel 2011 dal gip il sequestro preventivo per equivalente di beni immobili di proprietà della Excelsior e di Farace.

Successivamente, fu chiesto il rinvio a giudizio di Farace e di altri imputati accusati di falso e truffa aggravata. Il gup, nel marzo 2014, dichiarò il non luogo a procedere per prescrizione dei reati nei confronti di tutti gli imputati, disponendo il dissequestro dei beni. Ora la vicenda è approdata dinanzi alla Corte dei Conti.

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